15 Aprile Apr 2016 1158 15 aprile 2016

Sottovalutò l'Isis, il ministro si dimette

Ha deciso di abbandonare il suo incarico a seguito delle critiche ricevute per aver ignorato gli allarmi dell'Unione Europea sulla sicurezza dell'aeroporto. Ecco chi è Jacqueline Galant.

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Jacqueline Galant, ministro belga dei trasporti, si è dimessa, a seguito delle numerose critiche ricevute per aver ignorato gli allarmi dell'Unione Europea sulla sicurezza dell'aeroporto e per aver gestito male gli scioperi dei controllori di volo negli ultimi giorni.

IL PERCORSO POLITICO
Nata a Mons nel 1974 ha iniziato. dopo essersi laureata in Scienze Politiche, a militare nel partito del padre Jacques (PSC, Parti Social Chrétien), sindaco di Jurbise. Nel 1999 ha cambia strada per unirsi al partito riformatore liberale (Parti réformateur libéral) con il quale si è presentata (senza successo) alle elezioni regionali. Poi è diventata collaboratrice del ministro degli Esteri belga Louis Michel e, in seguito, sindaco di Jurbise, succedendo al padre. Nel 2003 è stata eletta deputato federale e, dopo diversi incarichi, nel 2014, ministro dei Trasporti.

LE CRITICHE
Il mandato è durato un anno e mezzo ed è stato molto criticato. L'impegno 'di troppo' è stato, secondo la stampa francese, proprio il dossier sulla sicurezza dei trasporti. Il politico è stato accusato di aver rifiutato più volte, dal primo febbraio, di fare i giusti investimenti di denaro per mettere in sicurezza le aree più sensibili del Paese, come, appunto, l'aeroporto.

«UN MINISTRO ASSOLUTAMENTE INCOMPETENTE»
Le dimissioni erano, per i più, inevitabili. Pochi giorni prima che venissero presentate, Olivier Maingain, presidente del Partito Democratico federalista indipendente, aveva affermato: «L'incompetenza della Galant, già osservata in molti casi, ha portato a esporre la sicurezza dei passeggeri e del personale degli aeroporti a grandi rischi». E aveva aggiunto: «È necessario verificare se il primo ministro e altri erano stati informati di questa situazione. Se così fosse, il Governo nel suo complesso sarebbe di fronte a uno scandalo di Stato e le responsabilità sarebbero ben più pesanti. Ci sarebbe una grave crisi di fiducia».

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