15 Aprile Apr 2016 1830 15 aprile 2016

Le dottoresse del Pakistan lavorano online

Nel Paese islamico la maggior parte degli studenti di medicina sono donne, ma solo il 23% di loro continua la professione anche dopo il matrimonio. Per far fronte a questo problema, due medici hanno ideato DoctHER, sistema di visite a distanza.

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Quella tra carriera e famiglia è sempre stata una scelta molto discussa e combattuta per le donne, che spesso si pentono della decisione presa o rimpiangono di non aver inseguito abbastanza i propri sogni. Questo è un problema molto comune. Anche in Pakistan, soprattutto tra chi ha scelto la professione medica. Secondo i dati raccolti tra il 2014 e il 2015 il 63% degli studenti di medicina sono donne, ma solo il 23% di loro sono medici affermati. Una volta sposate, infatti, la maggior parte delle pakistane non ha altra scelta che dedicarsi totalmente alla famiglia, vittime della cultura troppo rigida del loro Paese.

VISITE ONLINE PER POTER STARE A CASA
Per far fronte a questa situazione che penalizza il mondo femminile sono nate iniziative come DoctHER, che tenta di conciliare la vita professionale e familiare delle dottoresse. Cosa offre il servizio? Sostanzialmente visite fatte attraverso un computer, realizzate dalle donne che restano a casa per accudire i figli. Il tutto grazie all'aiuto di strumenti diagnostici capaci di sorvegliare i parametri vitali del paziente anche a distanza. E una volta finita la visita, il malato è preso in carico dal personale medico della clinica.

I PAKISTANI DIFFIDANO DELLA TECNOLOGIA
Ideatrici di questo sistema sono state le dottoresse Sara Khurram et Iffat Zafar, donne che conoscono molto bene le difficoltà delle loro colleghe. Le stesse che si devono destreggiare tra la passione per quel lavoro tanto amato e l'idea di avere una famiglia. L'ultimo ostacolo è però convincere il paziente: in alcune zone del Paese infatti non è sempre presente la connessione Internet e la popolazione è ancora abbastanza ostile alla tecnologia.

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