13 Aprile Apr 2016 1117 13 aprile 2016

Da Cicciolina a Obama, con amore

Ilona Staller scrive una lettera aperta al Presidente degli Stati Uniti, chiedendo il permesso di tornare sul territorio Usa. Nel 1981, infatti, venne bandita perché rea di aver bruciato una bandiera molto simile a quella a stelle e strisce.

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Tra i tanti peccati di gioventù, ce n'è uno di cui Ilona Staller si è particolarmente pentita. Nulla a che fare con la sua carriera da attrice porno; parliamo di politica, e delle provocazioni che l'avrebbero portata nel 1987 a sedere tra gli scranni del Parlamento. Tra queste, una in particolare: quando, durante la manifestazione ciclista la Sei Giorni di Milano, bruciò di fronte a 24 mila persone una bandiera che ricordava molto da vicino quella americana a stelle e strisce. Il risultato? Il bando dagli Stati Uniti, pena l'arresto. Ma ora Cicciolina vuole tornare. E, per questo, si è appellata al presidente Obama. Indirizzandogli una lettera aperta.

FRAINTENDIMENTI
L'accorato appello di Ilona è stato pubblicato sulle pagine di Chi: «Quella provocazione venne scambiata per una proclamazione d'odio nei confronti degli Stati Uniti d'America», cerca di spiegare Cicciolina, che all'epoca (era il 1981) venne prelevata di peso dal palco e arrestata per avere offeso la bandiera di uno Stato estero. Nonostante la rapida assoluzione ottenuta in Italia, continua Ilona, rimase comunque nella lista nera degli Usa. Da qui, dopo ben 35 anni di 'esilio', l'appello ad Obama: «Mi rivolgo a Lei, signor Presidente degli Stati Uniti d'America, per chiedere il Suo aiuto, la Sua clemenza, la Sua attenzione e la Sua paterna comprensione perché mi venga concessa la grazia di ottenere, dopo tanti anni, un visto di ingresso nel suo Paese, cancellando tutto ciò che finora me l'ha impedito».

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