12 Aprile Apr 2016 1809 12 aprile 2016

«Lasciateci cantare l'amore gay»

Dal talent all'impegno sociale. Simonetta Spiri, Greta, Verdiana e Roberta Pompa in cima alla classifica di Itunes con L'amore merita, progetto a favore dei diritti arcobaleno. La nostra intervista.

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Simonetta Spiri, Greta Manuzi, Verdiana Zangaro e Roberta Pompa: tutti nomi già noti al grande pubblico, che ha avuto modo di conoscerle ad Amici e X Factor. Ora le quattro cantanti si sono unite, per la prima volta, grazie al singolo L'amore merita, un messaggio di libertà e uguaglianza lanciato per celebrare il decimo compleanno di Gay Help Line.
«L'idea per questo progetto è nata dopo la confessione di una mia carissima amica che ha trovato in me conforto raccontandomi le difficoltà superate durante la sua adolescenza e le incomprensioni familiari che l'hanno umiliata nel tempo. Confidandosi con me ha trovato la libertà di potersi apprezzare , fidare e sentirsi amata come una sorella», racconta Simonetta Spiri a LetteraDonna. «Dopo la sua storia mi sono sentita toccata nel profondo dell'anima e insieme a Luca Sala e Marco Rettani abbiamo trasformato le nostre emozioni in una canzone che oggi è diventata un inno alla libertà di uguaglianza di fronte all'amore». Una scommessa vinta visto che fin dal suo lancio L'amore merita sta avendo un grande successo sia in termini di digital download che di visualizzazioni del videoclip.

DOMANDA: Vi conoscevate già prima?
Simonetta: Sì, ho avuto modo di conoscere tanti anni fa Verdiana durante i provini di Amici e da lì abbiamo fatto amicizia senza perderci di vista, nonostante i percorsi differenti. Con Roberta e Greta ho legato fin dal primo momento, quando le ho conosciute durante un evento musicale. Lì mi sono subito accorta che tutte insieme avremmo potuto rappresentare proprio l'arcobaleno («diversità che si uniscono,creano una grande energia e una vastità di colori vocali uniti per la musica è la libertà»).
Roberta: Io e Simonetta siamo legate da una sincera e profonda amicizia da anni, Greta e Verdiana ho avuto modo di conoscerle personalmente con questo fantastico progetto e insieme stiamo tutte molto bene. L'energia che si è creata tra tutte e quattro penso sia qualcosa di molto speciale da custodire con cura, lavorare con loro è stato davvero bello e gratificante e oltre alla stima artistica che nutro nei loro confronti, sono persone oneste, sincere e leali, cosa che ai tempi d'oggi tende sempre a mancare, purtroppo.
Verdiana: Simonetta è la persona che conosco da più tempo e nonostante le distanze geografiche e la difficoltà di vedersi e sentirsi spesso, in questi anni la stima artistica e umana è rimasta invariata nel tempo.
Greta: Non ho avuto un piacere di conoscere prima Simonetta e Roberta. Io e Verdiana invece ci conoscevamo già avendo partecipato assieme ad Amici nella stagione 2013/2014.

D: Venite dal mondo dei talent: è difficile continuare la propria carriera senza essere etichettate?
Simonetta: Sì, l'etichetta rimane ma la porto con orgoglio perché è come un tatuaggio, fa parte di un percorso di vita importante che mi ha dato la forza per costruire di conseguenza il mio viaggio personale umano e professionale. Quindi non mi limita, ma mi arricchisce.
Roberta: X Factor per me è stata un'esperienza molto bella che porterò sempre nel cuore e che mi ha dato molto sia a livello artistico che personale. Ho avuto l'onore e il piacere di lavorare con grandi artisti che sono riusciti a trasmettermi e a insegnarmi tanto; quindi non la rimpiangerò mai. Diventa difficile dal momento in cui ciò che vuoi è il successo e non 'fare musica'. I talent sono un mezzo per farsi conoscere da molte persone in poco tempo, ma sono solo l'inizio o una parte del percorso artistico di ognuno, non l'arrivo di un artista. Poi penso anche che ci voglia molta consapevolezza e sicuramente una gavetta alle spalle, per approdare poi a un talent, preparato, altrimenti diventa molto più difficile.
Verdiana: È difficile perché viviamo nel paese delle etichette. Ed è molto più difficile accettare di essere etichettato se si è vissuto il talent con grande consapevolezza, lucidità e pesante di un fardello di fatiche e gavette identiche a quelle di molti considerati più artisti dagli addetti ai lavori. Io sono d'accordo con loro per un sacco di cose, perché nella maggior parte dei casi chi vuole partecipare a un talent ha solo la velleità di diventare famoso senza essersi nemmeno chiesto perché vuole far musica. Penso che nel fascio possano esserci dei fiori diversi peró, che hanno voglia di dire queste cose, di far sentire la loro musica e raccontare la loro storia che non inizia dai vari format ma da posti meno illuminati, dove impari ad assaporare la vera vita di un musicista. Per cui dico che è la strada è quella della fatica, sempre, continuo a vivere di questo lavoro da quando avevo nove anni e sono felice di questo.
Greta: Quel che è stato è stato. Io ringrazierò sempre per l'opportunità che ho avuto con Amici. Mi ha fatto crescere umanamente e artisticamente. È da lì che inizia il vero lavoro. Una volta intrapreso devi essere bravo tu poi a riaffermarti con le tue forze.

D.: Quanto conta per voi l'amore?
Simonetta: L'amore va pari passo con la fede. Essere credenti per me significa saper amare, perdonare, rispettare e accettare.
Roberta: Credo con tutta me stessa che sia la base di tutto, senza amore non si può vivere. L'amore è ciò che fa girare il mondo.
Verdiana: L'amore conta. È un percorso emotivo complesso che immette nell'universo energia positiva. L'amore è una creazione, una costruzione di qualcosa che genera delle cose nuove che rimangono nel tempo in ogni caso, cose che mutano i percorsi, le persone, le menti.
Greta: Penso che la felicità sia la cosa più preziosa al mondo. Non possiamo impedire questo a noi stessi ne agli altri. In qualunque modo e maniera. L'amore è felicità.

D: Qual è la vostra posizione nei confronti delle coppie di fatto è delle adozioni gay?
Simonetta: Penso che davanti all'amore non esistano leggi che possano stabilire la sessualità dell'individuo e soprattutto penso che se una coppia gay desidera adottare un bambino che si trova in un orfanotrofio sia una cosa bellissima, perché quel bambino non contaminato dalla società e dal bigottismo di una famiglia che non gli appartiene, vuole solo essere amato e accettato come tutti i bambini del mondo.
Roberta: Credo che ognuno sia libero di fare e di essere ciò che lo rende più felice. Se c'è amore e rispetto per se stessi e per gli altri, quello che ognuno fa nella sua intimità col proprio compagno o la propria compagna è affare suo. Una persona non può essere giudicata per i suoi gusti sessuali. Per quanto riguarda le adozioni, sono favorevole, perché sono fermamente convinta che la famiglia è solo ed esclusivamente dove c'è amore.
Verdiana: Con e per L'amore merita ci metto la faccia e mi mostro in prima linea per sottolineare ancora che l'amore va e si ferma dove vuole, senza vincoli dettati da una società ingabbiata in stereotipi che purtroppo generano ideologie oscurantiste e a volte pericolose, come l'omofobia. Assolutamente a favore delle adozioni qualunque sia l'orientamento sessuale degli esseri umani. L'amore che un essere umano puó generare verso qualcuno prescinde dai suoi gusti sessuali.
Greta: Sono assolutamente pro riguardo le adozioni gay. È pieno di bambini chiusi in orfanotrofio pronti ad aspettare un petto su cui dormire, pronti a ricevere un abbraccio dai due cuori che si prenderanno cura di lui per vita. Non importa il sesso della coppia. Importa la vita di questo bambino.

D: Siete a favore dell'utero in affitto?
Simonetta: Penso che ci siano tanti bambini al mondo che aspettano di essere accolti adottati e amati.
Roberta: Premetto che non sono nessuno per giudicare, detto ciò, penso che l'Italia abbia già fatto molti passi in avanti, ma sicuramente ci vuole più tempo, la nostra società è ancora impreparata sotto questo punto di vista per accettare tutto subito: diamo tempo al tempo. Penso che ognuno sia libero di fare ciò che vuole, basta che sia consapevole delle proprie scelte, sicuramente so che ci sono molti bambini che pur di avere amore, quindi una famiglia, farebbero qualsiasi cosa.
Verdiana: La maternità surrogata è una scelta, trovo sempre sbagliato giudicare le scelte degli altri, perché dietro una scelta c'è una storia da raccontare e le storie nascondono occhi, pensieri e passi che non possiamo conoscere. Quando non si conosce dunque è meglio tacere. Per la mia storia personale da essere umano e da donna posso dire che se un giorno non potessi generare dei figli, cercherei l'adozione semplicemente perché lego il concetto di famiglia non a un dato biologico ma a quello d'amore.
Greta: Penso che spendere anche solo una parola a riguardo sia una barbarie. Non aggiungo altro. È pieno di bambini chiusi in orfanotrofio che aspettano di avere una famiglia che li ami.

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