L'opinione 12 Aprile Apr 2016 1238 12 aprile 2016

La regina è stata detronizzata

Sembra proprio che Simona Ventura non sia stata del tutto capita dagli italiani. Almeno nei panni della naufraga. Incoronazione e abdicazione di colei che avrebbe dovuto sbaragliare la concorrenza all'Isola dei Famosi.

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simona

La regina è stata costretta ad abdicare e cedere scettro e corona. A chi? Ancora non si sa. Al contrario di quello che gli italiani pensano di lei. Perché Simona Ventura non è più l'indiscussa/discussa sovrana dell'Isola dei Famosi. Di quella stessa Isola che l'ha vista padrona di casa in due circostanze e ruoli completamente diversi. Prima da conduttrice. Poi da naufraga. E se nella prima veste ha saputo fare le fortune di un programma che per la prima volta metteva duramente alla prova le celebrità nostrane (e non solo), nei panni della naufraga Supersimo ha toppato alla grande. Non una, ma ben due volte. Fatale è stato il televoto. Prima contro Jonás Berami, poi contro Stefano Nones Orfei. Un doppio schiaffo che la Ventura ha faticato ad accettare e, sicuramente, ancor di più a metabolizzare. «Gli italiani non mi amano», aveva raccontato tra le lacrime dopo aver perso la sfida del pubblico contro il forte concorrente, ex tronista e stella de Il segreto. Solo un pensiero è vero, ma ribadito a lettere cubitali con l'eliminazione che ha messo in calce la parola fine all'avventura della conduttrice sull'Isola.

SIMONA LA BULLA
Del resto Simona Ventura non si è giocata al meglio le sue carte. Arrivata con la consueta voglia di spaccare il mondo che accompagna le persone a cimentarsi in prove del genere, ben presto si è attirata addosso le antipatie degli altri concorrenti. Ed ecco che il gruppo di naufraghi non ha perso tempo prendendo quasi subito di mira la (vecchia) leonessa della tivù. Un nemico scomodo da eliminare quanto prima. Una tattica partita alla lontana e scaturita con l'immancabile nomination dopo che il branco l'aveva privata dei suoi angeli custodi e vecchie conoscenze. Via allora Salvi e Fiordaliso, Supersimo ha subìto una vera e propria sindrome d'accerchiamento che l'ha portata ben presto a ruggire contro il vento e a sfoderare gli artigli contro i suoi fantasmi. Non si possono leggere altrimenti le liti (tante) vissute e portate avanti dalla naufraga Ventura. Non ultima quella con Alessia Marcuzzi, guarda caso proprio sulla conduzione del programma stesso.

PACE SPIRITUALE
Ed ecco che, dopo l'allontanamento da Playa Uva, Simona è tornata (timidamente) a essere... Simona. O almeno ci ha provato. Del resto rimasta sola, su quell'ultima spiaggia che aveva portato tanto bene ai naufraghi delle sue edizioni, non poteva che ritrovare la pace dei sensi. Una serenità e spiritualità che non ha comunque permesso alla Ventura di essere capita (per la seconda volta consecutiva) dagli italiani che appena hanno potuto non hanno esitato, con grande sgomento degli opinionisti in studio, a detronizzare l'ex regina. Poco importa che una manciata di voti, si parla di appena mille, abbiano scritto la parola fine alla sua, tutto sommato lunga, avventura da naufraga. Una fine che lascia l'amaro in bocca. Soprattutto perché, dopo vent'anni di onorata carriera, Simona si aspettava di essere entrata nel cuore del popolo italico.

GIOCO PERICOLOSO
Ma quello intrapreso il 9 marzo 2016 era un gioco pericoloso. Lo sapevano gli autori e lo sapeva, senza dubbio, anche lei. Ma allora perché mettersi in gioco e rischiare tutto? Perché rischiare quelle certezze (poche), che tali non si sono rivelate? Perché buttarsi in una sorta di Rischiatutto di buongiorniana memoria pur di dimostrare qualcosa? Già, ma che cosa? Simona era convinta di aver fatto breccia nei sentimenti del - suo - pubblico. Almeno quel tanto che bastava per arrivare sino in fondo e non essere eliminata/dimenticata a metà del programma. Una scelta sbagliata. Addirittura dannosa secondo gli esperti della tivù. A Simona, però, va riconosciuta una cosa: il coraggio. L'audacia che l'ha spinta a fare una scelta che, almeno adesso, si è rivelata del tutto errata. Ma lei, che solitamente si definisce «pazza col botto», ha voluto sfidare se stessa. O meglio, l'opinione che lei aveva di sé. Chissà che questo gioco, pericoloso, non possa alla fine ritorcerglisi definitivamente contro.

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