11 Aprile Apr 2016 1950 11 aprile 2016

«Dobbiamo lottare per la verità»

La giornalista messicana Karla Silva quando aveva 25 anni è stata brutalmente aggredita da tre uomini. Fin da subito ha sospettato che il mandante fosse il sindaco di Silao, Benjamín Solís. E aveva ragione.

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Il Messico è l'ottavo Paese più pericoloso al mondo per i giornalisti: 91 cronisti sono stati uccisi dal 2000, e 23 sono stati rapiti e scomparsi senza lasciare traccia. Ogni giorno nel Paese, uno di loro viene minacciato con violenza; ogni tre giorni, viene aggredito. Contrariamente alla credenza popolare, solo il 2% degli attacchi dipendono dalla criminalità organizzata. Quasi la metà delle volte, riporta il Daily Beast, il responsabile è un pubblico ufficiale che, nella maggior parte dei casi, resta impunito.Una violenza che quindi, non trovando colpevoli, crea ancora più paura.

«È STATO IL SINDACO»
Karla Silva
è un giornalista di El Heraldo de León, il quotidiano di riferimento dello Stato di Guanajuato. Il 4 settembre 2014, la donna, allora 25enne, è stata brutalmente aggredita da tre uomini. Fin da subito Silva ha sospettato che il mandante fosse il sindaco di Silao, Benjamín Solís. Ma nessuno le ha creduto. Anzi, i procuratori di Stato l'hanno riempita di domande, sopratutto relative alla sua vita personale, fino ad arrivare a insinuare che l'attacco potesse essere stato architettato da un marito o compagno geloso. Lei, però, è rimasta ferma sulla sua posizione, confermando la stessa ipotesi iniziale: «L'unico uomo che poteva desiderare di farmi del male è il sindaco».

LA COMPLICITÀ DEL CAPO DELLA SICUREZZA PUBBLICA
E non aveva torto: 18 mesi dopo Benjamín Solís è stato arrestato e attualmente è nel penitenziario di Stato, in custodia preventiva, in attesa di giudizio. Pochi giorni dopo l'arresto, le autorità statali hanno preso anche l'ex capo della sicurezza pubblica, Nicasio Aguirre che ha ammesso tutto: «Il sindaco mi faceva pressione da più di due mesi. Voleva che spaventassi la giornalista Karla Silva perché lo infangava con i suoi asrticoli», ha affermato. E anche gli autori materiali dell'aggressione hanno confermato, affermando di essere stati pagati 5 mila pesos a testa da Aguirre per compiere il gesto intimidatorio.

«UN PASSO AVANTI»
In Messico la libertà di espressione è molto a rischio. Ci sono omicidi, in particolare da parte dello Stato e del Governo», ha affermato la giornalista, che continua a lottare. E ha aggiunto: «L'arresto del sindaco di Silao segna un importante passo avanti per noi».

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