11 Aprile Apr 2016 1414 11 aprile 2016

Anche un po' d'Italia nello staff di Hillary

La storia di Mattia Tarelli l'ex studente della Statale di Milano che a New York è riuscito ad entrare nel team elettorale della Clinton. «Tanti vorrebbero essere al mio posto. Sono fortunato».

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hillary clinton e mattia

Da Milano a New York il passo è più breve di quanto si possa immaginare. Almeno lo è stato per Mattia Tarelli. È lui l'italiano, laureato dell'Università Statale di Milano con un master alla New York University, che ha letteralmente stregato Hillary Clinton. La candidata democratica alla presidenza degli Stati Uniti ha infatti accolto il 26enne nel suo staff entrando a far parte di una ristretta schiera di volontari preposti a seguire le primarie di Hillary nel quartier generale di Brooklyn.

SOGNO AVVERATO
Intervistato dal Corriere della Sera, Mattia ha raccontato quel sogno che si è avverato dopo tanti sforzi e rinunce. «Per uno come me che fa politica dai tempi della scuola, iscritto al Pd a 17 anni, arrivare alle presidenziali americane è qualcosa di pazzesco». Soprattutto perché Tarelli è l’unico italiano nello staff «che è al 99% americano». Una bella favola che però ha radici profonde e solide fondamenta: «Ho inviato la domanda a luglio 2015, con presentazione anche di Stefano Boeri perché avevo seguito la sua campagna da candidato sindaco. A dicembre mi è arrivata la mail di risposta e a gennaio 2016 sono partito per l'Iowa», ha spiegato il ragazzo.

INIZIO COL BRIVIDO
Qui Mattia ha lavorato per la campagna elettorale della candidata democratica, il tutto «a venti gradi sottozero». Un lavoro costante, che l0 ha impegato per quasi 14 ore al giorno. Sette giorni su sette. Un impegno che è stato ripagato sia dagli elettori, che hanno promosso Hillary, sia dal ritorno a New York in veste ancora per supportare l'ex First Lady. Da marzo 2016 Mattia è così negli uffici a Brooklyn Heights. «Adesso siamo tutti impegnati per l’evento del 19 aprile: stiamo chiamando al telefono gli elettori, uno a uno. E si lavora anche sui social media, siamo tutti invitati a farlo». E del suo impegno Tarelli rende conto anche su Facebook dove come immagine del profilo ha un selfie con Hillary che, secondo lui, «è la persona più qualificata per fare il presidente degli Stati Uniti». Intanto il suo umore è alle stelle perché, nonostante lo stipendio sia nullo, sta facendo ciò che ama: «Tanti vorrebbero essere al mio posto. Ricevo decine di mail da universitari italiani che vogliono venire a dare una mano, tenterò di organizzare un programma per settembre. Prima però dobbiamo vincere le primarie».

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