7 Aprile Apr 2016 1747 07 aprile 2016

Salute da mangiare

Ecco gli alimenti utili a contrastare obesità e insorgenza del diabete. Una patologia che, solo in Italia ha colpito nel 2016 cinque milioni di persone. Un dato in netto aumento rispetto gli anni passati.

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Sempre più italiani soffrono di patologie, spesso invalidanti, causate da uno stile di vita sedentario, cibi grassi e zuccherini oltre che dall'assunzione quotidiana di troppa carne e formaggi. E se si pensa che, secondo recenti studi, nel 2030 il diabete causato da una cattiva alimentazione potrebbe essere la terza causa di morte nel mondo, il quadro si fa davvero preoccupante. I dati rimangono comunque allarmanti anche nel 2016 dato che in Italia sono 5 milioni le persone affette da questa patologia, il doppio rispetto a 30 anni fa. Nel mondo, invece, ad avere il diabete sono 387 milioni di persone, cifra che tra vent’anni, secondo le stime, è destinata a salire a 592 milioni. Ci sono poi i diabetici che non sanno di esserlo, circa uno su quattro in Italia e 382 milioni nel mondo (dati aggiornati al 2013).
E proprio nella Giornata mondiale contro il diabete, il professor Enzo Spisni, ricercatore dell’Università di Bologna e membro del comitato scientifico del Master in alimentazione ed educazione alla salute, ha raccontato a La Stampa quali alimenti dovrebbero far parte in pianta fissa della nostra dieta. «Io li chiamo i fantastici sette: pesce, frutta secca, spezie, frutta fresca, verdura, l’olio extravergine di oliva, cioccolato fondente», ha raccontato Spisni.

Il PESCE
Tra questi, come dicevamo, si trova il pesce che è un alimento anti-infiammatorio, ricco di grassi omega 3 a catena lunga e andrebbe mangiato 2-3 volte a settimana. Tutti i pesci sono salutari ma con eccezioni. Attenzione quindi a quelli in cima alla catena alimentare: alcuni tonni, sgombro gigante, pesce spada su tutti. Il motivo? Nel mare si concentrano diversi elementi inquinanti che si bioconcentrano nei vertici delle piramidi alimentari.

FRUTTA SECCA E SPEZIE
«La frutta secca come mandorle, noci, nocciole è ricca di micronutrienti», ha aggiunto a La Stampa il professor Spinsi. Da tenere in considerazione anche le spezie, molte delle quali hanno funzioni anti-infiammatorie. Alcuni esempi? La curcuma «protettiva nei confronti dell’infiammazione intestinale e del resto dell’organismo». Ottime anche alcune piante officinali come la salvia e il rosmarino. «Inoltre la cucina molto speziata automaticamente elimina il sale» grazie ai gusti intensi che già di per sé offre.

FRUTTA E VERDURA
L'esperto auspica anche di abbondare con frutta e verdura, «magari non lasciandole a fine pasto, perché si è già sazi e si tende a mangiarne troppo poca». Tutto meglio se biologica: «Le ricerche dimostrano che il contenuto in fitonutrienti del biologico è più alto negli alimenti provenienti da colture biologiche». Attenzione però a chi soffre di diabete. Alcuni alimenti sono infatti pericolosi perché ricchi di zuccheri. Su tutti l’uva.

OLIO E CIOCCOLATO
L'olio extra vergine d'oliva, «le cui molecole naturali hanno una struttura molto simile agli antinfiammatori non steroidei», è un alimento completo e indispensabile. Principe anche della dieta mediterranea e usato rigorosamente a crudo. Anche il cioccolato fondente (dal 70% in su), privo dell'aggiunta di zuccheri, ha un contenuto alto di polifenoli che fanno bene al nostro organismo.

MITI DA SFATARE
Ma ecco che il professor Spisni ha voluto sfatare alcune false convinzioni. In primo luogo gli insaccati. Se prodotti in Italia si possono mangiare senza problema, seppur con moderazione. «Nel nostro Paese, come spesso avviene all'estero, la carne processata è spesso ricca di conservanti (nitrati e nitriti). Ma abbiamo alcune eccellenze come il DOP, prosciutti di fascia alta dove la chimica non c’è». Gli insaccati devono essere consumati, certo, ma non più di 500 grammi a settimana complessivi «per la carne tutta, bianca e rossa, da acquistare da allevamenti di qualità, magari direttamente, così da risparmiare un po’», ha aggiunto.
Estrema attenzione anche alle farine lavorate: «Queste, essendo raffinate, hanno una componente infiammatoria indubbia sulla mucosa intestinale», ha spiegato. Questo vuol dire l'insorgenza di possibili patologie come celiachia e intolleranze. Infine Spinsi ha affermato la falsità della credenza per cui mangiare latte e formaggi previene l’osteoporosi: «È vero che sono ricchissimi di calcio ma che poi finisca nelle ossa non è così vero».

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