6 Aprile Apr 2016 1234 06 aprile 2016

Lasciateci essere genitori

L'appello di Manuel Santos e Gordon Lake, coppia omosessuale che si è recata in Thailandia per avere un bambino grazie all'utero in affitto. Ma ora la madre surrogata non vuole più che riportino in Europa la piccola: la loro storia.

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carmen

Manuel Santos e Gordon Lake volevano diventare padri. Uno americano, l'altro spagnolo, coppia fissa da anni, si sono affidati alla maternità surrogata. Ma quando si sono recati in Thailandia per portare a casa la loro bambina, partorita da una donna thailandese, si sono trovati di fronte a una situazione tanto drammatica quanto inaspettata. La donna che ha portato in grembo la loro figlia, Carmen, dopo aver messo al mondo la piccola creatura, ha cambiato idea: dopo aver permesso a Manuel e Gordon di portare la bimba a casa dall'ospedale, si è rifiutata invece di firmare i documenti e il passaporto che permettano alla piccola di lasciare il Paese. Così i neo papà sono bloccati in Thailandia ad aspettare.  «Quello che doveva essere il periodo più felice della nostra vita», hanno spiegato a Vanity Fair, «quello in cui avremmo stabilito un legame con la nostra bambina, nostra figlia e sorella di nostro figlio, si è trasformato in un incubo assoluto».

LE ACCUSE DELLA MADRE SURROGATA
La madre surrogata, inizialmente, ha detto che «non eravamo una famiglia 'normale' e che era preoccupata per l'educazione della bimba. Poi ci ha rivolto molte altre accuse, tra cui quella di essere coinvolti nel traffico di esseri umani».«La donna ha cercato di manipolare i media e il popolo Thai e di spingerlo a rivoltarsi contro noi, dicendo cose che erano vere, senza alcuna prova», continuano i due uomini. «Così abbiamo preso la difficile decisione di apparire nei media locali e di iniziare a postare sui social le prove per mostrare al mondo che queste affermazioni sono false. Possiamo dimostrare tutto quello che diciamo. Loro no. Per fortuna, abbiamo il pieno sostegno del popolo thailandese: è molto toccante e davvero sorprendente».
In Thailandia, a luglio 2015 è entrata in vigore una nuova legge che vieta la maternità surrogata per gli stranieri, ma include una disposizione temporanea, per i bambini nati prima, che offre agli aspiranti genitori la patria potestà. Ma Bud e Manuel sono una gay, e non è detto che la legge li tuteli.

LA CAMPAGNA DI CROWDFUNDING
«Vogliamo solo tornare a casa con le nostre famiglie e nostra figlia. Iniziamo anche ad avere problemi di soldi: per ora, con lo stipendio di Gordon possiamo coprire le spese di base in Thailandia e possiamo comprare il biglietto per tornare a casa, a Valencia. Ma abbiamo dovuto assumere un costoso studio legale internazionale per difenderci dalle false accuse e combattere per la custodia di Carmen in tribunale».
Manuel e Gordon hanno anche lanciato una campagna di crowdfunding, #HelpBringCarmenHome («Aiutateci a portare Carmen a casa»). Nella speranza di portare a casa la loro bambina e iniziare con lei una nuova vita.

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