1 Aprile Apr 2016 1627 01 aprile 2016

Teresa dopo Federica?

Archiviate le dimissioni della Guidi, in molti si chiedono chi la sostituirà alla guida del ministero per lo sviluppo economico. In pole position la sua vice Bellanova. Ecco chi è.

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Dimissioni. L'ormai ex ministro dello sviluppo economico Federica Guidi non aveva altre strade da seguire dopo la diffusione dell'intercettazione che la vedeva rassicurare il compagno Gianluca Gemelli sull'approvazione di un emendamento che avrebbe potuto favorirne gli interessi economici. Un caso che ha fatto infuriare il premier Renzi, impegnato in un viaggio negli Usa e già alla ricerca di una sostituta. In pole position c'è già un nome: quello di Teresa Bellanova, attuale viceministro.

DA BERSANI A RENZI
E dire che un'Ansa del 2014 racconta di come sul profilo Facebook della sindacalista campeggiasse una foto che la ritraeva abbracciata con Pierluigi Bersani, di certo non un grande sostenitore di Renzi. Ma, tant'è, il premier chiuse un occhio all'epoca, nominandola sottosegretaria al lavoro nel 2014 e promuovendola a inizio 2016 come viceministro allo sviluppo economico. Nata a Ceglie Messapica (Brindisi) il 17 agosto 1958, ancora adolescente Bellanova dovette, come tante sue coetanee, lavorare come bracciante e come operaia nell'industria tessile. È in quel contesto che entrò in contatto con gli ambienti del sindacato, iscrivendosi alla Cgil.

DA SINDACALISTA A PARLAMENTARE
L'impegno politico proseguì quasi di pari passo, seguendo tutta l'evoluzione del Pci, fino alla più recente trasformazione in Partito Democratico. Nel 2006 arrivò per la prima volta a sedersi sugli scranni del parlamento, eletta nella lista dell'Ulivo per la circoscrizione della Puglia, riconfermandosi alle elezioni del 2008. Il resto è storia.

I FIGLI NON SONO UN MERITO
Bellanova ha un figlio di 22 anni, di cui non ama vantarsi perché non ritiene che essere genitori sia di per sé un merito. Suo marito è Abdellah El Motassime, cittadino italiano di origini marocchine. I due si conobbero nel corso di una missione della Cgil in Marocco, dove lui faceva da traduttore per lei.

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