31 Marzo Mar 2016 1730 31 marzo 2016

Se il terrorismo è di moda

La trovata agghiacciante del fotografo Rodrigo Diaz: un servizio ispirato alla guerra civile che in Perù ha mietuto oltre 69 mila vittime tra gli Anni '80 e '90. Bufera sui social.

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Hanno sguardi sofferenti, volti segnati. Sono in mezzo alle macerie lasciate dagli attacchi terroristici. Ma sono vestite alla moda.
Può sembrare uno scherzo, ma è la campagna fashion scattata dal fotografo Rodrigo Diaz: una collezione ispirata al terrorismo che ha colpito il Perù durante gli Anni '80 e '90, in particolare al bagno di sangue dei ribelli marxisti del 'Sendero Luminoso' (organizzazione guerrigliera peruviana di ispirazione maoista) e alla guerra civile che ha mietuto oltre 69 mila vittime. Non importa se queste foto saranno viste anche dai loro familiari.«Incredibili abiti dello stilista Valdez Pablo, la bellissima modella Giu Weston, eccellente trucco e acconciature di Paloma Diaz», recitano i crediti del servizio. Il cui slogan è: «Non dimentico né perdono».

GLI INSULTI SUI SOCIAL
La linea di abbigliamento include la maglietta 'Calle Tarata', la strada dove El Sendero Luminoso fece una strage di 25 persone, lo zaino sovversivo con porta-bombe, il passamontagna modello terror-chic, e il pantalone post-stupro. Un trauma collettivo trattato come una presa in giro.
Sui social la campagna è stata pesantemente criticata, così come il suo creatore, sommerso di commenti furiosi. Contro Rodrigo Diaz si sono scagliati anche i giornali satirici: nemmeno loro hanno trovato divertente il servizio. Le cui foto sono sparite anche dal sito del fotografo, e rimosse dal suo profilo Facebook.

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