31 Marzo Mar 2016 1136 31 marzo 2016

«Gli scarpini? Datteli in testa»

Ospite della tivù egiziana, il fuoriclasse Lionel Messi ha pensato di regalare le proprie calzature da gioco per beneficenza. Senza sapere che nei paesi arabi le scarpe sono associate alla sporcizia e mostrare le suole è uno dei peggiori insulti possibili.

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Paese che vai, usanza che trovi. Andate a spiegarlo al povero Lionel Messi, l'asso del Barcellona che, ospite di una trasmissione televisiva egiziana, ha pensato bene di regalare alla conduttrice le sue scarpe da gioco. Apriti cielo: il fuoriclasse blaugrana non sapeva che in Egitto e negli altri paesi arabi le scarpe sono associate all'idea di sporcizia, e non c'è peggior insulto che rivolgere le suole a qualcuno, anche quando sono munite di tacchetti e sono state calzate da due piedi che sul campo da gioco disegnano capolavori e valgono milioni di euro.

«L'ARGENTINA È PIENA DI POVERACCI»
Ma è anche vero che tutto il mondo è paese e anche in Egitto la Pulce (soprannome che Messi si è gudagnato per la sua statura) ha dovuto sorbirsi la sua razione di contestazioni via social, soprattutto su Twitter. Il portavoce della federcalcio egiziana Azmy Megahed, come riporta Il Messaggero, non è andato tanto per il sottile: «La nostra povera gente non ha bisogno di Messi. Se ha inteso umiliarci, avrebbe fatto meglio a darsi gli scarpini in testa e a darli in testa ai suoi tifosi. Non abbiamo bisogno delle sue scarpe né della beneficenza di ebrei o israeliani. Dia le scarpe al suo Paese, l'Argentina è piena di poveracci». La conduttrice della trasmissione tivù ha invece preferito minimizzare, mentre il calciatore egiziano Mido ha ricordato a tutti come per un calciatore non ci sia nulla di più prezioso dei propri scarpini.

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