31 Marzo Mar 2016 1759 31 marzo 2016

Era la first lady dell'architettura

Addio a Zaha Hadid, l'archistar britannica di origini irachene autrice di alcune delle più belle opere degli ultimi trent'anni. A stroncarla all'età di 65 anni, una crisi cardiaca.

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Si è spenta il 31 marzo 2016 all'età di 65 anni Zaha Hadid, la grande archistar britannica di origini irachene. A stroncarla, una crisi cardiaca. Solo pochi mesi prima aveva vinto il più importante premio nel campo dell'architettura, la Royal Gold Medal, diventando la prima donna ad aggiudicarselo e entrando nell'olimpo di personaggi del calibro di Frank Gehry, Norman Foster e Frank Lloyd Wright.

DALLA MATEMATICA ALLA CATTEDRA DI TANGE
Nata a Baghdad nel 1950 da una famiglia benestante, l'archistar irachena, naturalizzata britannica, aveva conseguito una prima laurea in matematica all'Università di Beirut per poi dedicarsi alla sua vera passione, gli studi architettonici, a Londra nel 1972 con i maestri Rem Koolhaas, Elia Zenghelis e Bernard Tschumi. Grazie a loro aveva iniziato la sua brillante carriera diventando socia nel 1977 dell'Office for Metropolitan Architecturen di Rotterdam. Nel 1994 Zaha Hadid ottenne la cattedra che fu di Zenzo Tange all'Università di Harvard, segno di un prestigioso riconoscimento, anche a livello accademico, delle qualità dell'artista. Dal 1980 aveva un suo studio privato a Londra, lo Zaha Hadid Architects, in un ex edificio scolastico vittoriano che impiega più di 350 persone.

Zaha Hadid davanti alla Serpentine Sackler Gallery in Kensington Gardens, Londra.

EPA - ANSA

PROGETTI E RICONOSCIMENTI
La prima grande esperienza di rilievo mondiale è stata in campo musicale. Nel 1999 Zaha Hadid progettò il palcoscenico del concerto dei Pet Shop Boys, evento che le offrì una forte visibilità internazionale. Nel 2004 fu la prima donna a vincere il Premio Pritzker di Architettura, che equivale a una sorte di Premio Nobel del settore. Nel 2006 il Museo Guggenheim di New York le dedicò una retrospettiva su tutta la sua produzione artistica. Nel 2008 Zaha Hadid ottenne un importante riconoscimento personale e professionale. Forbes la collocò al 69° posto nella classifica delle 100 donne più potenti del mondo. Due anni dopo venne stata nominata dal Time come una delle pensatrici più influenti del secolo. Per due anni di fila ha vinto il prestigioso Premio Stirling: nel 2010 per il MAXXI di Roma e nel 2011 per la Evelyn Grace Academy di Londra. L'ultimo suo progetto italiano è stato realizzare la torre Hadid tra le torri Isozaky e Libeskind nel nuovo quartiere di Citylife. 

UN'INTERVISTA FINITA MALE
Zaha Hadid era nota non solo per essere una delle archistar più importanti degli ultimi decenni, ma anche per il suo caratteraccio. In un'intervista al canale 4 della Bbc, concessa appena dopo la premiazione della Royal Gold Medal, l'architetto rispose in maniera dura ad alcune provocazioni della giornalista Sarah Montague. Per Zaha Hadid, ad esempio, il sessismo non era più un problema, almeno nel settore nel quale lavorava da anni. È «una cosa superata», dichiarò infastidita alla radio. Alle accuse di sfruttamento della manodopera e di responsabilità per la morte di centinaia di operai impegnati nella costruzione del megastadio da lei progettato per i Mondiali di Calcio 2022 in Qatar, l'architetto replicò seccamente di controllare meglio le informazioni. Poi avvertì la giornalista che altre persone erano state querelate per aver diffuso dati non veri riguardo questi fatti, mentre sulle indiscrezioni dei costi che continuano a lievitare per la costruzione dello stadio di Tokyo, Hadid aveva risposto senza dare possibilità di replica. Sbattendo il telefono in faccia alla cronista della Bbc.

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