25 Marzo Mar 2016 1718 25 marzo 2016

Disprezzata perché pornostar

Bree Olson, ex stella del mondo a luci rosse, si racconta in un video e porta con se un messaggio forte: «Per le mie scelte la società mi disprezza. State molto attenti a quello che volete fare».

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«Mi chiamo Bree Olson e sono una ex star del porno». Inizia così il racconto di Rachel Marie Oberlin, la ragazza piena di sogni che all'età di 19 anni ha abbandonato tutto per entrare in quel mondo che le avrebbe rovinato la vita. Poi nel 2011, dopo cinque anni interamente dedicati alla pornografia, Rachel ha detto basta. Basta a quei soldi faci, alla mercificazione del suo corpo, a quell'immagine che non le apparteneva più. Poi un lungo silenzio. Almeno sino adesso quando al Daily Dot ha voluto raccontare la sua storia.

ESORDIO PER GIOCO
E parte da un gioco, o meglio, dalla volontà di sperimentare una sessualità non convenzionale la sua avventura nella pornografia. «L'ho trovato subito affascinante. Era un qualcosa che non conoscevo». Un vero e proprio colpo di fulmine che ha portato la ragazza ad abbandonare la scuola e il lavoro che aveva. «Studiavo biologia alla Purdue University e avevo anche un lavoro a tempo pieno come commessa. Poi quando ho visto con che facilità si potevano fare i soldi in quell'ambiente ho mollato tutto». Era il 2006 e di anni Rachel ne aveva appena 19. «Non ci vedevo niente di male e questo valeva anche per la mia famiglia e i miei amici». Ma quella che poteva sembrare una 'divertente' opportunità lavorativa, ben presto si è trasformato in qualcosa di molto peggio.

LA DECISIONE DI SMETTERE
«Poi ho deciso di smettere. Avevo 25 anni». Finalmente Rachel, ormai diventata Bree Olson, poteva riprendersi quella vita che per un attimo aveva accantonato per diventare una stella del porno. «Solo dopo aver abbandonato quel mondo che per cinque lunghi anni è stata la mia casa ho capito che cosa veramente la gente pensasse di me». Le persone ora la guardavano in maniera diversa, sospettosa, come se fosse «una sorta di molestatrice sessuale». Ma quella ragazza nata a Huston il 7 ottobre 1986 voleva solo tornare alla normalità che aveva abbandonato tempo prima. Un'ostilità che Rachel non sentiva di meritarsi: «Fu allora che capii che non sarei mai potuta tornare indietro e diventare un’infermiera o un’insegnante, o entrare in qualsiasi azienda, dove mi avrebbero mandato via sparando clausole moralistiche per difendere i clienti dal 'disagio' causato da quello che sono».

VITA ROVINATA
Soprattutto perché non esistono diritti d'autore nel mondo del porno e quei tanti video hard girati da giovane continuano a essere visti da migliaia di persone. «Il porno è quell'industria nella quale maggiore è il successo di una donna più lei soffrirà per il resto della vita». Una sofferenza che questa ragazza sta vivendo quotidianamente sulla sua pelle. A cui si aggiunge anche un grande rammarico: «Non dovevo rinunciare alla mia professione nella speranza di paicere alla gente. Avrei dovuto continuare almeno altri cinque anni per mettere da parte abbastanza soldi per vivere comodamente per il resto della mia vita». Così non è stato e ora Rachel sente di essere completamente svuotata.

IL MESSAGGIO
Questo non le ha comunque impedito di mandare un messaggio a tutte le ragazze che vorrebbero seguire le sue stesse orme: «Dovete stare attente. Non puoi entrare e uscire dal settore a tuo piacimento. Purtroppo le cose non funzionano così. Si diventa degli emarginati sociali senza gruppi per i diritti civili alle spalle. La vita è già abbastanza difficile, stai attenta. Il denaro non vale il disprezzo a vita della società. Non è stato il porno a farmi male. È stato il modo in cui mi tratta la società a ferirmi indelebilmente».

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