23 Marzo Mar 2016 1201 23 marzo 2016

Adelma, la prima vittima dell'orrore

Adelma Marina Tapie Ruiz era in fila al banco del check-in dell'aeroporto di Bruxelles mentre suo marito faceva giocare le loro gemelline poco lontano da lei. In quel momento il primo kamikaze si è fatto esplodere.

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La mattina del 22 marzo stava aspettando di imbarcarsi su un volo per New York Adelma Marina Tapie Ruiz. Era sola al banco del check-in dell’American Airlines, mentre suo marito Christopher si trovava poco lontano da lei con le loro gemelline di tre anni, Maureen e Alondra, che stava facendo giocare in attesa dei controlli all'aeroporto di Bruxelles. Le bambine si rincorrono, si allontanano, così il loro papà le segue, mentre Adelma resta in fila per non perdere il posto. In quell'istante la vita della famiglia Delcambe sarà stravolta per sempre: il primo kamikaze preme un pulsante e si fa saltare in aria: il corpo di Adelma sarà il primo a essere ritrovato nel disastro di Zaventem (qui alcune testimonianze dei sopravvissuti). Il marito e le due bambine sono lievemente feriti ma tutti e tre illesi.

DAL PERÙ A BRUXELLES PER AMORE
Di nazionalità peruviana, 36 anni, la donna originaria di Iquitos, una delle più grandi città del Perù, aveva raggiunto il marito a Bruxelles nove anni fa. Aveva studiato marketing ma sua passione più grande era la cucina, che sperava diventasse un lavoro: il suo sogno era aprire un'attività di ristorazione. «È impossibile descrivere il dolore che stiamo provando in questo momento ma so che devo farlo» ha scritto su Facebook Fernando, il più grande dei quattro fratelli della donna.

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