17 Marzo Mar 2016 1208 17 marzo 2016

La donna che fece tremare Bush

Ecco chi è Mary Mapes, autrice, nel 2004, di un'inchiesta sul presidente appena rieletto. I dettagli che svelò le fecero perdere il posto di lavoro. La sua storia è raccontata nel film Truth.

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«Hai la mia vita nelle tue mani». È il messaggio che la (ex) produttrice della CBS News Mary Mapes aveva scritto nella copia del suo libro Truth and Duty: The Press, the President and the Privilege of Power, consegnandola al regista James Vanderbilt, prima che lo stesso si mettesse a lavorare sul film Truth (in programma nelle sale italiane dal 17 marzo).

IL CASO RATHERGATE
La pellicola racconta il caso Rathergate, un'inchiesta, nata a due mesi dalle elezioni presidenziali americane del 2004, che rischiò di compromettere la riconferma di George Bush alla Casa Bianca. Lo 'scoop', che fu mandato in onda dalla Mapes (interpretata da Cate Blanchett) e dall'anchorman Dan Rather (Robert Redford) durante la trasmissione 60 minutes, svelava i presunti favori ricevuti tra il 1968 e 1974 dal presidente, che era stato arruolato nella Guardia Nazionale dell'Areonautica del Texas anziché in uno dei corpi militari mandati in guerra in Vietnam. L'accusa lanciata, però, si rivoltò contro gli stessi autori: Rather dovette dimettersi e la Mapes venne licenziata perché, si disse, l'inchiesta si fondava su fonti non 'sicure'.

IL PROBLEMA DEI DOCUMENTI
La giornalista aveva rintracciato dei documenti che sembrava fossero stati scritti nei primi anni del 1970 da comandante di George W. Bush, Jerry Killian B, morto nel 1984. Nessuno degli esaminatori forensi o esperti di tipografia riuscirono però ad autenticare le prove (che erano fotocopiate), e la loro trasmissione venne subito attaccata e criticata. Sul licenziamento, la Mapes ha dichiarato: «Tutti sono rimasti sorpresi, ho lavorato lì per anni. Ho seguito le guerre, vinto numerosi premi. Dan era lì da 42 anni, tra uragani, incendi e conflitti».

NON SOLO VIETNAM
Durante la sua carriera la reporter si è distinta in diverse occasioni. Come quando, a fine aprile 2004, svelò lo scandalo delle torture e umiliazioni che venivano compiute, durante la guerra, su detenuti iracheni nella prigione di Abu Ghraib da parte di soldati statunitensi della forza di coalizione. Per questo lavoro vinse un Peabody Award.

«DIFFICILE GUARDARE IL FILM»
Intervistata dal Los Angeles Times, Mary Mapes ha dichiarato di essere rimasta entusiasta dalla visione del film, secondo lei molto bene fatto e fedele alla realtà, sia nei contenuti che nell'interpretazione. «La prima volta che l'ho visto è stato difficile. in alcuni momenti ripensavo a tante cose e perdevo il filo delle scene successive. La seconda volta è andata molto meglio. Con Cate, era come guardare la mia vecchia vita interpretata da qualcuno più bello, più intelligente e più alto. Cosa c'è che non va?», ha affermato.

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