16 Marzo Mar 2016 0925 16 marzo 2016

Quelle che ballano con Bertolucci

Il grande regista italiano compie 75 anni. Nella sua carriera ha portato sullo schermo personaggi di donna a tutto tondo e difficilmente incasellabili. Ricordiamo quelli più celebri.

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Bernardo Bertolucci Cocktail Party - The 9th Rome Film Festival

Da qualche anno è costretto a guardare il mondo dal basso, seduto su una sedia a rotelle. Ma Bernardo Bertolucci non si è lasciato scoraggiare. Anzi. Da cineasta puro, ha saputo fare di necessità virtù, cominciando a guardare il mondo da una prospettiva obbligata ma inedita, che l'ha costretto a ripensare le sue idee su regia e messa in scena. Il 16 marzo 2016 il Maestro compie 75 anni, dopo averne trascorsi all'incirca una sessantina con l'occhio incollato alla cinepresa, partendo dai cortometraggi per poi allargare il suo sguardo agli orizzonti dei kolossal da Oscar e, infine, ripiegare su una forma di cinema più intima, quasi da kammerspielfilm. E, tra le tanti costanti tematiche e stilistiche che percorrono le sue pellicole, c'è anche l'importanza dei personaggi femminili, a volte inafferrabili, a volte indipendenti, a volte sottomesse. Ne ricordiamo 6.

IL CONFORMISTA
Datato 1970 e tratto dall'omonimo romanzo di Moravia, Il conformista porta sullo schermo Giulia, personaggio piccolo-borghese, un po' spensierata, un po' vacua, e interpretata da Stefania Sandrelli. Giulia è la moglie del protagonista Marcello, incaricato dalla polizia fascista di uccidere un suo vecchio professore di filosofia. L'intero film è percorso da uno spiccato erotismo dalle venature torbide, su cui incombe il tema dell'omosessualità.

ULTIMO TANGO A PARIGI
Il film di Bertolucci che fece più scandalo, tanto che la Cassazione ne ordinò addirittura la distruzione di ogni singola copia. Colpa (anche, ma non solo) della famosa scena in cui Marlon Brando penetra analmente Maria Schneider aiutandosi con un po' di burro. Una scena di cui, in seguito, il regista ebbe a pentirsi. Nel 2013 raccontò di averla concordata insieme a Marlon Brando la mattina stessa della ripresa, senza dire nulla alla Schneider. L'attrice negli anni successivi sviluppò una tossicodipendenza da eroina e vari scompensi psicologici. È morta nel 2011.

IL TÈ NEL DESERTO
Tre giovani statunitensi si recano nella Tangeri del 1947. Tra questi c'è Kit Moresby, interpretata da Debra Winger, artista e moglie di Port Moresby. Insieme all'amico George Tunner, andranno alla ricerca di suggestioni esotiche, finendo per perdersi nei labirinti disegnati dai vicoli della città, fisicamente ma soprattutto psicologicamente, cominciando a disprezzare sé stessi.

IO BALLO DA SOLA
È il 1996 quando Bertolucci fa uscire nelle sale questo film interpretato da Liv Tyler, nei panni di una 19enne americana inviata dal padre a trascorrere un periodo a Siena. Lì, la ragazza abbandonerà per sempre l'adolescenza, prendendo piena cognizione della propria femminilità. Memorabile la scena in cui Liv, walkman alle orecchie, si lascia andare a una danza solitaria e scatenata.

THE DREAMERS
Con I sognatori nel 2003 Bertolucci stupisce ancora, tornando a visitare il '68 e ambientandovi un'altra storia dove la scoperta di sé passa dai fermenti culturali dell'epoca quanto dalla sperimentazione sessuale. Il film lancia definitivamente nel panorama cinematografico Eva Green, all'epoca 23enne e esordiente. Rispetto, ad esempio, al personaggio femminile di Ultimo tango, l'Isabelle di The Dreamers sembra rivestire un ruolo molto più consapevole nel menage a trois che nasce tra lei, il fratello e un ragazzo americano, vero e proprio vertice di un triangolo che trascende la realtà e trasporta i protagonisti in una sorta di dimensione altra, lontana dalla realtà di quei giorni.

IO E TE
L'ultima opera di Bertolucci porta in scena un ragazzino solitario, Lorenzo, e la sua sorellastra più grande, Olivia, eroinomane interpretata da Tea Falco. I temi sono sempre gli stessi: l'isolamento dal mondo esterno, la scoperta del sesso. Anche in questo caso il ruolo porta fortuna all'attrice: Tea Falco viene nominata al David di Donatello come miglior attrice protagonista, mentre il grande successo di pubblico arriverà grazie all'interpretazione di Beatrice in 1992.

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