16 Marzo Mar 2016 1709 16 marzo 2016

Fece cadere il governo allattando

Intervista a Irene Pivetti, ex presidentessa della Camera in pista per le amministrative a Roma. Che del caso Meloni dice: «Uomini, chi vi ha chiesto protezione? A casa? Stateci voi».

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pivetti

Giorgia Meloni ha da poco ufficializzato la sua candidatura come sindaco di Roma quando sentiamo al telefono Irene Pivetti, ex presidentessa della Camera passata poi per la tivù e ora con un mezzo progetto di rientrare in politica nel cassetto. Cosa accomuna queste due donne? Sicuramente, al momento, una candidatura per Roma (la prima ufficiale, la seconda rimasta nel limbo), poi il dover e aver affrontato momenti decisivi della politica italiana con un bimbo in grembo, o in braccio. Chi ha buona memoria, infatti, non dimenticherà che Irene Pivetti, allora nella lista Dini, nel 1998 fece cadere il governo Prodi con la sua assenza con la scusa di dover restare a Milano ad allattare.

DOMANDA: Allora, come adesso, la storia della maternità o dell’allattamento è solo una scusa, diciamocelo.
RISPOSTA: Diciamo che ogni donna fa le sue scelte. Ci sono motivi validi e motivi meno validi. Quello del governo Prodi non era un motivo sufficientemente valido per crearmi un problema nell’allattamento. Chi vuole capire capisca…
D: Giorgia Meloni è stata criticata perché incinta ha deciso di fare una campagna elettorale, invece di starsene a casa.
R: C’è questo machismo fastidioso, per cui ritengono che le donne vadano protette. Ecco, stiano loro a casa, nessuno ha chiesto la loro protezione, men che meno un segretario di partito.
D: E riguardo alla sua candidatura a sindaco di Roma cosa mi dice? Era arrivata seconda alle pseudo-primarie di Matteo Salvini.
R: Io sono a disposizione, mi sto impegnando perché credo che per chi ha una proposta sia il momento giusto per rendersi disponibile. La scelta di Giorgia Meloni cambia lo scenario rispetto a due giorni fa.
D: Ha intenzione di entrare nella lista di Meloni, che è stata appoggiata anche da Salvini?
R: Questo lo vedremo, non si può appiattire così la cosa. Io non sono di Fratelli d’Italia, perché dovrei essere automaticamente in lista? Vediamo qual è il disegno politico con cui si può accedere a una candidatura.
D: Parlando invece di maschilismo, il nostro è un Paese in cui è effettivamente difficile essere donna e fare politica, o no?
R: Io credo che ci siano alcuni uomini che non hanno capito dei fondamentali. Dopodiché in tutta la vita non me ne sono mai lamentata e non intendo cominciare adesso.
D: I suoi figli ormai sono grandi…
R: Sì, hanno 17 e mezzo e 16 anni.
D: E cosa le hanno detto a proposito del suo ritorno in prima linea?
R: Mi hanno chiesto come mai voglio prendere un impegno così faticoso. Ho spiegato loro che è importante e quindi mi sostengono.

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