14 Marzo Mar 2016 1933 14 marzo 2016

Sei «brutta»? Allora le tue idee non contano

Patrizia Bedori è solo l'ultima ad essere stata insultata per il suo aspetto fisico. Un destino che ha accomunato tante donne politiche italiane, da Nilde Iotti a Rosy Bindi.

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Idee, programmi politici, capacità amministrative. Nulla di questo conta davvero quando sei una donna. Alla fine, verrai giudicata sempre e solo per il tuo aspetto fisico. Le politiche italiane lo sanno, e ne hanno fatto le spese sulla propria pelle, dal Dopoguerra a oggi. Il caso più recente è quello di Patrizia Bedori che, ritirata la candidatura a sindaco di Milano per il Movimento 5 Stelle, è stata apostrofata sui social come «brutta grassa e obesa». È stata la stessa Bedori a denunciare l'accaduto in un lungo messaggio pubblicato sulla propria pagina Facebook.

UNA VECCHIA STORIA
Lo schema, quando si deve attaccare una politica donna, è sempre lo stesso: se è sufficientemente avvenente, viene accusata di essersi fatta strada a suon di prestazioni sessuali. Se invece il suo aspetto fisico non è gradito, viene delegittimata in quanto «brutta». L'ha raccontato molto bene Filippo Maria Battaglia nel suo libro Stai zitta e va' in cucina, di cui vi avevamo già parlato. Sfogliandone le pagine, gli esempi (purtroppo) non mancano. A partire dal secondo Dopoguerra: le donne non avevano nemmeno fatto in tempo a godersi la conquista del suffragio universale e le prime esperienze parlamentari, che già Marisa Rodano, del Pci, si sentiva dire da un compagno di partito: «Hai molti figli, sei grassa e hai i capelli lunghi. Una dirigente delle donne deve essere così». Anche Nilde Iotti, vero e proprio mito nella storia politica della sinistra, venne attaccata per la sua relazione con Palmiro Togliatti:  i suoi detrattori presero di mira l'«enorme deretano» ('culona' all'epoca non si usava).

DONNE CHE MORTIFICANO LE DONNE
La situazione non è migliorata negli ultimi decenni, lo sappiamo bene. Ignazio La Russa, tanto per non sbagliare, rivendicò la superiorità estetica delle donne del centrodestra sparando a zero su tutte le esponenti della parte avversa: «Ci sono alcune elette non belle anche da noi, ma certo non raggiungono l'apice della sinistra». L'attacco di Calderoli a Cécile Kyenge, invece, è smaccatamente razzista: «Quando la vedo non posso non pensare a un orango». Chiudiamo con Rosy Bindi, forse uno dei bersagli preferiti dagli uomini di centrodestra (e non solo). Da Storace («Lo sapete perché il Ppi rimane così piccolo? Perché ce l’ha in mano Rosy Bindi») a Berlusconi («Più bella che intelligente»), passando per De Luca («È l'unica impresentabile, da tutti i punti di vista»). E concludendo con l'attacco più inaspettato, e forse anche il più doloroso perché arrivato da una donna, Alessandra 'Lady Like' Moretti: «La Bindi ha mortificato la bellezza».

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