14 Marzo Mar 2016 1215 14 marzo 2016

Elena Ferrante? Il mistero continua

Marcella Marmo, docente di storia contemporanea dell'università Federico II di Napoli è stata indicata come l'autrice finalista al Premio Strega che non ha mai rivelato la propria identità. La lei smentisce: «Su di me nessun giallo letterario».

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«Elena Ferrante non sono io». Marcella Marmo, docente di Storia contemporanea all'università Federico II di Napoli, lo ribadisce: non corrisponde a lei l'identità della misteriosa autrice della saga L'amica geniale, best seller mondiale, da sempre anonima. Dopo che lo scrittore Marco Santagata sul numero della Lettura del Corriere della Sera ha fatto il suo nome, il telefono della professoressa non smette infatti di squillare. «La notorietà per meriti non propri», sottolinea, «non è mai gradevole. Ringrazio tutti quelli che hanno potuto pensare che io sia una felice scrittrice di best seller, ma come ho cercato invano già di dire nei giorni scorsi io non sono Elena Ferrante». La professoressa vuole tornare a fare il suo lavoro senza clamore ingiustificato: «Chiedo cortesemente alla stampa di archiviare il giallo letterario e di lasciarmi al mio lavoro di storica». Alla base dell''identikit' ricostruito da Santagata, che ha analizzato i testi della Ferrante, indizi linguistici, lapsus, errori, omissioni, nonché i rapporti con la Normale di Pisa, dove la professoressa Marmo ha effettivamente studiato dal 1964 al 1966.
Ma cosa sappiamo e non sappiamo di Elena Ferrante? Facciamo un piccolo resoconto.

UN UOMO DIETRO IL SUO NOME?
Solo uno pseudonimo. L'autrice non ha mai rivelato la sua identità. Tra le ipotesi fatte su chi si nasconda dietro la scrittrice la più accreditata è quella secondo la quale Elena Ferrante sarebbe Anita Raja, traduttrice e saggista partenopea, moglie dello scrittore e sceneggiatore Domenico Starnone. Ma anche lo stesso Starnone o Goffredo Fofi, o i suoi editori, Sandro e Sandra Ferri.

UN VOLUME SUI MISTERI DI ELENA
Per soddisfare la curiosità del pubblico nei confronti dell'anonima scrittrice nel 2003 è nato addirittura un volume intitolato La frantumaglia che raccoglie le lettere dell'autrice al suo editore, le poche interviste da lei concesse e le sue corrispondenze con lettori d'eccezione. La sua funzione principale è far comprendere al lettore i motivi che spingono l'autrice a rimanere nell'oscurità. La scrittrice stessa parla di un desiderio di autoconservazione del proprio privato, un desiderio un po' nevrotico di intangibilità, di mantenere una certa distanza e non prestarsi ai giochi giornalistici che tipicamente spingono gli scrittori a mentire per apparire come ritengono che il pubblico si aspetti. Ferrante è fermamente convinta che i suoi libri non necessitino di una sua foto in copertina né di presentazioni promozionali: devono essere percepiti come «organismi autosufficienti», a cui la presenza dell'autrice non potrebbe aggiungere nulla di decisivo.

IL SUCCESSO IN AMERICA
Poco importa. Perchè chiunque scriva è apprezzato non solo in Italia, ma anche all'estero. In particolare in America, dove quattro suoi romanzi hanno trovato il favore del pubblico sotto la traduzione di Ann Goldstein, grazie alla casa editrice Europa Editions, raccogliendo critiche più che positive da giornali prestigiosi, tra i quali anche il New Yorker. Nel novembre 2014 Elena è stata addirittura inserita nella lista dei cento pensatori più influenti della rivista Foreign Policy per la categoria chronicler.

HA STREGATO IL CINEMA
Tutto è cominciato nel 1992. Con il suo primo romanzo, L'amore molesto, edito nel 1992, che ha vinto il premio Procida Isola di Arturo-Elsa Morante e l'Oplonti d'argento. Selezionato al Premio Strega e al premio Artemisia, è stato portato sul grande schermo da Mario Martone nell'omonimo film in concorso al 48esimo Festival di Cannes. Stessa sorte è capitata a I giorni dell'abbandono del 2002. Finalista al Premio Viareggio, è diventato la pellicola di Roberto Faenza, che ha partecipato alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.

La copertina di Storia Della Bambina Perduta di Elena Ferrante.

STORIA DELLA BAMBINA PERDUTA, IL LIBRO
Ancora senza versione cinematografica sono invece La figlia oscura, il racconto per bambini La spiaggia di notte,e i volumi del ciclo L'amica geniale di cui Storia della bambina perduta (pp. 416; 19,50 euro) è il capitolo conclusivo. Le due protagoniste della saga Lina ed Elena sono ormai adulte, con alle spalle due vite piene di avvenimenti, scoperte, cadute e rinascite.  Entrambe hanno lottato per uscire dal rione natale, una prigione di conformismo, violenze e legami difficili da spezzare. Elena è diventata una scrittrice affermata, ha lasciato Napoli, si è sposata e poi separata, ha avuto due figlie e ora torna a Napoli per inseguire un amore giovanile che si è di nuovo materializzato nella sua nuova vita. Lila è rimasta a nel capoluogo campanop, più invischiata nei rapporti familiari e camorristici, ma si è inventata una sorprendente carriera di imprenditrice informatica ed esercita più che mai il suo affascinante e carismatico ruolo di leader nascosta ma reale del rione. Ma il romanzo è soprattutto la storia di un rapporto di amicizia, dove le due donne, veri e propri poli opposti di una stessa forza, si scontrano e s’incontrano, s’influenzano a vicenda, si allontanano e poi si ritrovano, si invidiano e si ammirano. Attraverso nuove prove che la vita pone loro davanti, scoprono in se stesse e nell’altra sempre nuovi aspetti delle loro personalità e del  loro legame d’amicizia. Intanto la storia d’Italia e del mondo si srotola sullo sfondo e anche con questa le due donne e la loro amicizia si dovranno confrontare.

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