10 Marzo Mar 2016 1254 10 marzo 2016

«L'utero in affitto è un atto d'amore»

Non si placano le polemiche nei confronti della scelta di Nichi Vendola di ricorrere ad una madre surrogata per avere un figlio. La cantante Gianna Nannini si è schierata con lui.

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Nel 2010 Gianna Nannini ha deciso di diventare madre. Da sola. Per far questo, ha sempre sostenuto di essere ricorsa alla pratica dell'ovodonazione, nonostante le perplessità di alcuni ginecologi, secondo i quali non è possibile realizzare una gravidanza in questo modo per donne che abbiano superato i 48 anni. Stando a loro quindi la cantante avrebbe utilizzato la pratica eterologa per avere Penelope. Dopo cinque anni dalla nascita della figlia, in un'intervista a Grazia l'interprete di Bello impossibile si è schierata a favore di Nichi Vendola e del suo compagno (scopri qui come la pensa Vladimir Luxuria): «Quello di Vendola è un atto d'amore che condivido. La pratica del cosiddetto utero in affitto (qui le star che ne hanno fatto ricorso), lecita in America o Canada per esempio, è come se fosse una donazione: 'Non puoi avere figli, allora lo faccio io per te, te lo offro'. E questo va bene, è accettato, è amorevole», ha dichiarato.

«NO ALLO SFRUTTAMENTO»
Ma non sempre un gesto simile è dettato da una spinta altruista (scopri qui l'esperienza di una madre surrogata). È contro questo che si schiera la Nannini, ossia contro lo sfruttamento dell'utero: «Ci sono coppie che, per poter avere un figlio, vanno in Paesi poverissimi dove donne senza nulla accettano di dare in affitto il loro utero. Per soldi. Ciò è aberrante, ovviamente. Queste donne vanno difese».

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