2 Marzo Mar 2016 1556 02 marzo 2016

Surrogata e abbandonata

Aveva accettato di affittare il suo utero a una coppia omosessuale per 8 mila dollari. Poi il ripensamento e quella figlia che non vede più dal 2007. Ecco la storia di Elisa Anna Gomez.

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Un tema caldo, così caldo da spaccare l'Italia in due fazioni. Perché quello dell'utero in affitto, illegale nel nostro Paese, è un qualcosa che ancora indigna. Forse anche troppo. Ecco allora che emergono, da una parte e dall'altra della barricata, storie di vita vissuta. Non ultima quellaraccontata da una giovane statunitense diventata testimonial contro la surrogacy.

IL RACCONTO DI UNA MAMMA PENTITA
Era il 2007 quando Elisa Anna Gomez aveva deciso, spinta anche da ristrettezze economiche, di mettere in affitto il suo utero. «Mi sono registrata online a un sito per madri surrogate. Tra le varie coppie che avevano fatto domanda ne ho scelta una gay, che ho poi incontrato. Mi sono piaciuti, ho firmato il contratto e ho fatto la surrogazione, il compenso è stato di 8 mila dollari», ha raccontato la ragazza in una sala di Palazzo Madama. Ma la storia che ha visto protagonista la giovane statunitense non è una di quelle a lieto fine. Almeno non per lei.

GRAVIDANZA POSITIVA
«Eravamo d'accordo che avrei mantenuto un rapporto con la bambina anche dopo il parto. Dopo però la coppia ha cambiato atteggiamento. Non ho più avuto notizie di lei. Da quando ho testimoniato al Senato americano contro la maternità surrogata mi hanno impedito di vederla», ha spiegato. Ed ecco che Elisa Anna Gomez si è trasformata in una testimonial contro la pratica della surrogacy. «Ho avuto la mia bambina e subito mi sono sentita legata a lei. Era mia figlia e io sapevo che non potevo lasciarla andare. La coppia poi ha improvvisamente tagliato le comunicazioni e ha lasciato lo Stato senza darmi alcuna informazione. Nessuno dei due era sul certificato di nascita, è come se me l'avessero rapita. Ho contattato le autorità, ma sono stata trattata come se mia figlia non fosse mia», ha aggiunto. Una storia difficile da digerire, o magari da credere.

STORIA VERA O FALSA?
Così da una parte c'è chi sostiene che la soria di Anna Gomez sia un'invenzione dato che non è mai stata ripresa dai media americani. Dall'altra si erge a paladina della veridicità l'Associazione ProVita che ha organizzato l'incontro al Senato sotenendo che casi del genere negli States non fanno più notizia proprio perché sono frequenti. Ma lei continua nella sua battaglia: «Voglio che si sappia che moltissime madri surrogate sono nella mia stessa situazione, vengono minacciate, costrette al silenzio, cadono in una depressione profonda. Il mondo dell' utero in affitto non ha niente a che fare con la generosità, tutto ruota intorno ai bisogni degli adulti, non ai bambini».

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