1 Marzo Mar 2016 1553 01 marzo 2016

«Infotainment? Non è un alibi per la cattiva informazione»

Giorgio Simonelli commenta il fenomeno di barbaradursizzazione che, secondo il presidente dell'Ordine dei Giornalisti Enzo Iacopino, ha colpito il Paese. Spiegando che esistono anche modelli virtuosi per trattare la cronaca nera.

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Barbara D'Urso non fa giornalismo. Fa infotainment. E, per questo motivo, la denuncia dell'Ordine dei Giornalisti nei confronti della conduttrice di Pomeriggio 5 per esercizio abusivo della professione è stata archiviata dal giudice. Una sentenza che Enzo Iacopino, presidente dell'OdG, rispetta ma non condivide. E che così commenta, lasciando trapelare una certa amarezza, su Facebook: «Avanti, dunque, con la barbaradursizzazione del Paese». Un termine, barbaradursizzazione, che fa riferimento alle «lacrime, ai «lucciconi» e alle «facce contrite»: una forma ben precisa di linguaggio televisivo. Per capirne meglio forme e scopi, abbiamo intervistato il professor Giorgio Simonelli, docente di Storia della televisione e Giornalismo televisivo, oltre che opinionista per TvTalk.

NON È L'UNICA STRADA
«Un uso improprio dell’attività informativa, soprattutto legata alla cronaca nera»: è questa la prima definizione che Simonelli dà della barbaradursizzazione. Una sorta di mutazione della cronaca nera che non è circoscritta agli studi di Pomeriggio 5, ma che sembra far presa su un bacino sempre più ampio di redazioni televisive. Ma attenzione a dire che l'estrema spettacolarizzazione è l'unica strada percorribile: «Chi l’ha visto? riesce a fare informazione su questi temi in maniera rigorosa senza violare le regole della buona informazione e della decenza, così come la Leosini. Perché qualcuno deve violare le regole dicendo che su questi temi si può fare solo così?».

«SI PUNTA ALL'IMBARBARIMENTO»
Assolto, quindi, il mezzo televisivo, «ma non chi ne fa uso». E non vale nemmeno trincerarsi dietro la scusa dell'infotainment, «un alibi per fare cattiva informazione: [...] la componente d’intrattenimento dovrebbe aggiungere qualcosa in più, non ridurre la componente informativa». D'altro canto, Pomeriggio 5 «Non è neanche buon intrattenimento», anzi peggio: «È cattivo tutto». Come a dire, non solo informa poco e male, ma nemmeno diverte. E la barbaradursizzazione sembra avere davanti a sé ancora lunga vita: «È un fenomeno che non potrà essere arginato finché non verranno stabilite delle regole chiare. Non c'è nulla di meritevole nel vezzeggiare la pancia del Paese». Anche alla luce del fatto che, secondo Simonelli, l'obiettivo va ben oltre share e auditel: «Si punta all'imbarbarimento del Paese».

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