24 Febbraio Feb 2016 1903 24 febbraio 2016

«Sono un ragazzo fortunato»

Imprenditore affermato e marito felice, sta diventare padre per la terza volta: a tu per tu con Francesco Facchinetti, che ci ha parlato di tivù, figli, fede e beneficienza.

  • ...
33_Never_Give_Up_Francesco_Facchinetti

Se c'è un uomo che può considerarsi realizzato e felice, questo è Francesco Facchinetti. Da deejay canterino si è trasformato in raffinato conduttore prima di essere scelto nel 2015 anche come coach, insieme al padre Roby, per The Voice. Un talent a cui è rimasto legato, ma che ha scelto di abbandonare per dedicarsi maggiormente alla sua agenzia (la NewCo, ndr) che ha il merito di avere scoperto talenti come Frank Matano e Francesco Sole. Ci sono poi gli impegni familiari che stanno per aumentare, dato che la moglie Wilma Helena Faissol sta per dare alla luce il loro secondogenito. «Si tratta in realtà del terzo figlio per entrambi, dato che oltre a Leone ci sono Mia (che ho avuto con Alessia Marcuzzi) e Charlotte, che lei ha avuto da una precedente relazione. Devo però ammettere che è tutto come la prima volta, l'emozione è sempre la stessa». «Nostra figlia dovrebbe nascere l'8 marzo, la festa delle donne: cosa posso volere di più? Non abbiamo ancora scelto il nome e non è impresa facile», ha detto Francesco a LetteraDonna in occasione
di Never Give Up Charity Gala, evento organizzato a Milano da Silvia Slitti Luxury Events, a favore dell'omonimo Onlus che si dedica alla prevenzione e al trattamento dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione. Quale occasione migliore per fare quattro chiacchiere in libertà (e confidenza) con il poliedrico 'figlio dei Pooh'.

DOMANDA: Hai partecipato in tivù alla trasmissione La strada dei miracoli e abbiamo scoperto che sei molto religioso. Ce ne vuoi parlare?
RISPOSTA: Ho sempre avuto un rapporto diretto con la fede, anche grazie alla mia famiglia e alle persone che ho incontrato nel corso della mia vita. Da ragazzino ho conosciuto Don Giussani e frequentato Comunione e Liberazione, poi mia madre ha collaborato per anni con Fratel Ettore ed è stata direttrice della sua comunità dove io stesso ho vissuto per qualche anno.
D: Ci puoi dire qualcosa in più su Fratel Ettore?
R: Negli Anni '90 era impegnato ad aiutare gli ultimi, soprattutto i tossicodipendenti, che transitavano (e spesso morivano) alla Stazione Centrale di Milano. Era un uomo che ha fatto del bene a tantissime persone e stare a contatto con lui mi ha aiutato a trovare un significato vero alla mia fede. Una fede che mi è stata di grande conforto e mi ha dato forza nei momenti bui della mia vita, che ci sono stati soprattutto dopo i 30 anni, quando mi sono reso conto che alcune cose non erano andate come avrei voluto.
D: Ora però sembra che le cose ti vadano piuttosto bene, sotto ogni punto di vista...
R: Sì, devo dire che la mia agenzia mi sta dando grandi soddisfazioni: siamo partiti facendo piccoli passi e invece ora non lanciamo solo talenti, ma anche prodotti vari come film, tivù e tecnologia. A breve presenteremo una nuova app, mentre a metà febbraio abbiamo acquistato Villa Longoni, una casa storica che si trova in Brianza, dove daremo vita a un aggregatore di idee. Quindi se siete dei giovani creativi, sapete qual è il posto che fa per voi.
D: Hai lavorato con tanti artisti. Chi ti ha reso più orgoglioso?
R: Tutti in egual misura. Non avete idea che gioia sia per me vederli crescere. Mi ricordo ancora quando cinque anni fa andai a conoscere Frank Matano nel suo paesino: all'epoca era ancora uno youtuber con poche visualizzazioni, mentre ora è un personaggio sulla cresta dell'onda.
D: Se i tuoi figli un giorno decidessero di entrare nel mondo dello spettacolo, come reagiresti?
R: Non avrei nulla da ridire. Loro potranno fare ciò che vogliono, per me l'importante è che siano felici.
D: Cosa pensi dell'aumento dei problemi di ordine alimentare tra i giovanissimi?
R: I genitori (e non solo) dovrebbero cercare di fare capire fin da subito ai ragazzi la differenza tra bene e male, magari anche trasmettendo loro una giusta cultura alimentare. Io, per esempio, ho imparato fin da piccolo a mangiare in maniera sana e questo mi ha portato solo benefici, soprattutto a livello di salute.
D: Quanto è importante partecipare a eventi benefici come Never Give Up Charity Gala, dove si toccano argomenti estremamente delicati?
R: È fondamentale, anche per lanciare dei messaggi positivi: da questo tipo di problemi si può e si deve uscire. Io poi sono molto sensibile su tutte le problematiche che riguardano i giovani e credo che sia necessario andare alla radice del problema, per capire che cosa il cibo vada a sostituire, se il bisogno di autostima o di considerazione da parte di amici e/o famiglia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso