18 Febbraio Feb 2016 1402 18 febbraio 2016

Kate, giornalista per un giorno

La duchessa di Cambridge è diventata per 24 ore Guest Editor dell'Huffington Post. Lo scopo era quello di sensibilizzare l'opinione pubblica sui disturbi mentali dei bambini.

  • ...
BRITAIN-ROYALS-INTERNET-HEALTH-CHILDREN

Kate Middleton ha posato scettro e corona per impugnare carta e penna. La duchessa di Cambridge infatti è diventata redattrice dell'Huffington Post per un giorno. Il tutto per peronare una buona causa: sensibilizzare sul tema della salute mentale dei bambini.

TUTTI A KENSINGTON PALACE
Ed ecco che una piccola parte della redazione del giornale si è trasfertia a Kensington Palace per aiutare la moglie di William nel difficile compito di scrivere il suo articolo. «È un vero privilegio avere l'opportunità di essere Guest Editor dell'Huffington Post quest'oggi e celebrare lo straordinario lavoro svolto per migliorare e comprendere a fondo la salute mentale dei bambini», ha iniziato la duchessa di Cambridge. Un'introduzione semplice e concisa, per non distogliere troppo l'attenzione dal vero motivo della sua missione: promuovere il Young Minds Matter.

IL PROGETTO
Si tratta di un progetto «in cui verranno esplorati le varie tematiche e il lavoro che ruotano intorno alla salute mentale dei giovanissimi». Una tematica a cui Kate Middleton è fortemente legata sin da quando si è sposata con il principe William il 29 aprile 2011. «Ho iniziato a lavorare con delle organizzazioni benefiche in supporto di quanti sono colpiti da problemi come dipendenze, degrado familiare e bambini indifesi» una collaborazione che ha portato la duchessa a entrare in contatto con storie di dolore. Disagi che hanno colpito gravemente soprattutto la salute mentale dei bambini. Il benessere psichico «dei nostri ragazzi deve essere considerato importante quanto la salute fisica. Per troppo tempo ci siamo vergognati di ammettere che i nostri figli avevano bisogno di un aiuto emotivo o psichiatrico, preoccupati che il giudizio associato a questi problemi potesse rivelarsi deleterio per il loro futuro», ha spiegato.

LE STORIE
L'unico modo per sensibilizzare l'opinione pubblica e non solo su questo argomento sarebbe quello di rendere note le storie più toccanti, più difficili e sorprendenti. «Attraverso la serie di articoli che abbiamo commissionato, conoscerete persone e organizzazioni straordinarie», ha spiegato in conclusione. «Leggerete le parole di una donna, rimasta vedova di recente, che affronta il suicidio del marito e apprende che la depressione che ha condotto l'uomo al folle gesto lo accompagnava da quando aveva dieci anni. Sentirete la storia di persone che hanno combattuto i loro gravi disturbi per portare un cambiamento nel modo in cui parliamo ai bambini di emozioni e prove da affrontare. Incontrerete alcuni degli straordinari ricercatori che stanno ponendo tante domande fondamentali sulla salute mentale dei giovani, e stanno ottenendo risposte che aiuteranno genitori e insegnanti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso