16 Febbraio Feb 2016 1506 16 febbraio 2016

Pedofilia, è guerra tra Papa e Cei

I membri della Conferenza episcopale italiana hanno evidenziato come i vescovi abbiano solo l'obbligo morale e non giuridico di denunciare eventuali abusi sui minori poiché non riverstono la qualifica di pubblico ufficiale.

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Nuovo scontro tra Papa Francesco e là Cei in materia di pedofilia. I membri della Conferenza episcopale italiana hanno infatti evidenziato come ci sia la mancanza dell’obbligo giuridico per i vescovi di denunciare all’autorità giudiziaria civile eventuali casi di abusi sui minori. È quanto emerge dalle Linee guida per i casi di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di chierici approvate già a gennaio 2016 dal Consiglio e pubblicato solo nel mese di febbraio.

CASO SOTTOVALUTATO
«Nell’ordinamento italiano il vescovo, non rivestendo la qualifica di pubblico ufficiale né di incaricato di pubblico servizio, non ha l’obbligo giuridico – salvo il dovere morale di contribuire al bene comune – di denunciare all’autorità giudiziaria statuale le notizie che abbia ricevuto in merito ai fatti illeciti oggetto delle presenti Linee guida», si legge. Come a dire che anche in caso di reato starà alla moralità del prelato decidere se denunciare l'abuso o meno. Una netta presa di posizione contraria e ostinata rispetto alla volonta di Papa Francesco che ha fatto della lotta alla pedofilia all'interno della Chiesa uno dei punti cruciali del suo pontificato.

LOTTA INTERNA
Tanto più che la Congregazione per la dottrina della fede era stata chiarissima sull'argomento. L’ex Sant’Uffizio, infatti, aveva affermato che «l’abuso sessuale di minori non è solo un delitto canonico, ma anche un crimine perseguito dall’autorità civile». Un messaggio forte a cui la Cei non sembra aver voluto dare credito, adducento la scusante della mancanza dell'obbligo giuridico salvo, appunto, rifugiarsi in una raffazzonata quanto lacunosa questione morale. Ma la Congregazione per la dottrina aveva parlato di una collaborazione fondamentale con le autorità dei diversi Paesi per estirpare il cancro in seno a madre Chiesa. «Naturalmente, questa collaborazione non riguarda solo i casi di abusi commessi dai chierici, ma riguarda anche quei casi di abuso che coinvolgono il personale religioso o laico che opera nelle strutture ecclesiastiche».

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