4 Febbraio Feb 2016 1259 04 febbraio 2016

«Sono incinta, forse non mi candido»

Dopo il clamore suscitato dall'annuncio della gravidanza al Family Day, Giorgia Meloni dubita dell'opportunità di presentarsi alle amministrative per eleggere il sindaco di Roma.

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A qualche giorno di distanza dal Family Day, Giorgia Meloni ci ripensa: «Quell'annuncio non lo rifarei mai. Oggi difenderei con tutte le mie forze questa piccola vita che mi cresce dentro, e che non sono riuscita a tenere lontana dalle brutture a cui pure la politica mi ha abituata». Le brutture a cui la politica di Fratelli d'Italia si riferisce sono gli attacchi via social che le sono stati rivolti: battute, ironie e accuse di aver strumentalizzato la gravidanza. E si dice scettica anche sulla possibilità di concretizzare la sua candidatura a sindaco di Roma: «Una campagna elettorale che si concluderebbe al settimo mese per un mandato che ti impegna anima e corpo mentre nasce il tuo primo figlio, ti porta a pensare che non sia la strada giusta».

I FIGLI? NON SONO UN «CAPRICCIO»
Giorgia Meloni ha cercato di fare il punto della situazione in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera. Sulla scelta di partecipare al Family Day, che sembra si stia rivelando un clamoroso boomerang a livelli di immagine, dice: «Perché mi è venuto, perché lo sentivo, perché non ci vedevo nulla di male». E ribadisce che la sua contrarietà non è rivolta alle unioni civili, ma alla stepchild adoption, perché si oppone all'idea dei figli come un «capriccio» di chi «vuole decidere sulla pelle di bambini».

EXTREMA RATIO
Poi, i dubbi sul suo impegno elettorale, legati al suo stato interessante: «Una gravidanza non impedisce a una donna di vivere pienamente la sua vita e il suo impegno, non è né deve essere vissuta come ostacolo, mai», premette. Ma la gravidanza è un impegno di per sé piuttosto gravoso: «Potrei candidarmi solo se non ci fosse nessun'altra soluzione possibile, solo come extrema ratio».

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