4 Febbraio Feb 2016 1923 04 febbraio 2016

La felicità vien riordinando

La creativa giapponese Marie Kondo ha lanciato una tendenza diventata planetaria a partire dalla sua passione per il riordino. La sua rivoluzione si chiama decluttering. Ecco in cosa consiste.

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Per avviare una rivoluzione a volte basta un’idea. Lo dimostra Marie Kondo, creativa giapponese che a partire dalla sua passione per l’ordine ha lanciato una tendenza diventata planetaria. Si chiama decluttering e consiste nel liberarsi dell’eccesso, per avere una casa essenziale e ben pulita, viatico per la serenità. Il primo libro in cui raccontava questo processo di riorganizzazione di spazi e cose (Il magico potere del riordino, 2014)ha venduto milioni di copie, così come i i tre successivi. Ma al di là dei numeri, è il concetto che trasmette a essere diventato fondamentale. Del resto Marie Kondo, che è una donna minuta e composta, ha sempre avuto chiaro sin da piccola che il suo futuro sarebbe stato collegato al riordino. Lo racconta nel libro, in cui spiega come ha messo a fuoco il suo metodo e come mai è tanto importante. Così importante che molti si affidano a lei per ripensare la loro casa, ma devono armarsi di pazienza. La lista d’attesa per un appuntamento con la Kondo, che ha base in Giappone, ma lavora in tutto il mondo, è ormai di parecchi mesi. Per chi ha fretta e vuole almeno farsi un’idea di cosa significa fare decluttering, però, ecco in sintesi alcuni passaggi irrinunciabili.

COME: TEMPI E MODALITÀ DEL DECLUTTERING
Bisogna avere le idee chiare sin dall’inizio. Si può decidere di sgomberare un po’ per volta, magari mezz’ora al giorno oppure nel fine settimana, con sedute più lunghe. L’importante è chiarire sin dall’inizio quando si passerà all’azione e tenere fede all’impegno. La pigrizia non è ammessa. Il secondo aspetto di cui si deve tenere conto è che per mettere in ordine occorre ragionare per ambiti e non per locali. Non ha senso partire dalla camera da letto, poi passare allo studio, infine alla stanza dei bambini. Si deve piuttosto ragionare per ambiti. Quindi prima i vestiti, poi i libri, successivamente i biglietti e i diari, ancora le suppellettili, infine gli oggetti da bagno…

LA SCELTA: LA REGOLA DEGLI SCATOLONI
La domanda spontanea è: come si procede alla scelta? Per la sua inventrice, il decluttering è un metodo che restituisce agli oggetti il loro autentico valore. Quindi, di fronte a ogni capo o cosa chiedetevi quanto vi importa di essa. E in base alla risposta collocate l’oggetto in uno degli scatoloni che avrete preparato. Esistono quattro categorie: cose da tenere per forza; altre da buttare nel cestino perché davvero inutilizzabili; oggetti da riciclicare e beni da rivalutare. Questa è la sezione veramente delicata. Perché a volte non si sa cosa fare di una maglietta o di un suppellettile. Il consiglio allora è quello di lasciare questo oggetto in un box a parte per un certo periodo, di un mese o 40 giorni. Se in questo lasso di tempo vi capiterà di cercare l’oggetto, usarlo o anche solo pensarci significa che conviene tenerlo. In caso contrario, va avviato a un’altra sezione (cestino o riciclo).

IL RICICLO, ARTE DEL RECUPERO
Esistono molti metodi per far sopravvivere le cose, anche fuori dalla vostra casa. Qualche idea? Regalarli ad amici e parenti che potrebbero averne bisogno, perché hanno appena avuto figli e cercano giochi e suppellettili oppure perché hanno cambiato casa, o vestono la vostra taglia. L’altra ipotesi è quella di rivenderli, magari su Internet oppure nei mercatini dell’usato. Anche l’opzione filantropica è gradita. Esistono associazioni che recuperano libri, oggetti e abiti e attraverso di essi raccolgono fondi per scopi benefici. Questa scelta fa decisamente bene all’umore e fa sentire utili, quindi è tra quelle da privilegiare.

I NEMICI DEL RIORDINO: PRIMA, DURANTE E DOPO
Prima e durante la fase di decluttering ci sono due nemici da tenere lontani. I primi sono i figli, che rendono impossibile gettare qualunque cosa, anche la bambola di ceramica sbeccata. Quindi meglio fare pulizia da soli, affidando i bambini a baby sitter o nonni. Il secondo vero nemico è la nostalgia. Quando pensate a cosa tenere a cosa buttare non dovete lasciarvi irretire dai sentimenti. Cercate di lavorare in modo superficiale, senza rimettervi a leggere le lettere o i diari, senza soffermarvi a pensare che con quel vestito avete avuto il primo appuntamento con il vostro partner. Se entrano in gioco i ricordi, il lavoro è rovinato.

LA PIEGATURA È L'ARMA SEGRETA
Per il settore degli abiti, che è sempre quello più delicato, Marie Kondo ha trovato un segreto. Si tratta della piegatura verticale, che ha messo a punto e che permette di sistemare maglie, camicie, calze e lingerie nei cassetti in modo che siano compressi e tengano poco spazio, ma anche ordinati e facili da prendere. In realtà i capi vanno piegati secondo il metodo comunemente usato per le magliette, ma riducendo la misura, in modo da avere piccoli quadrati. In questo modo, sistemati in verticale e non in orizzontale, com’è tradizione, i capi saranno visibili e riconoscibili dal lato, ma occuperanno decisamente meno spazio. Così nei cassetti si potranno mettere molte più cose e in modo meno caotico, lasciando spazio negli armadi per appendere abiti, giacche, gonne e pantaloni, che appariranno più visibili e che riscoprirete. Un armadio che scoppia non lascia nemmeno vedere i colori e rischia di”nascondere” proprio quell’abito stupendo che vi serve per il cocktail. Nello spazio liberato dagli eccessi, invece, la panoramica delle possibilità sarà più chiara e anche il vostro stile ne guadagnerà.

LA FILOSOFIA DELLA GIOIA
Nella selezione degli abiti, come degli oggetti, l’aspetto essenziale è quello della gioia. Per ritrovare la serenità dovete circondarvi di cose che trasmettano energia positiva. Questo significa che l’oggetto che state valutando dovrebbe scatenare un’emozione o un sorriso a prima vista. Se viene tenuto perché potrebbe servire un giorno e forse un po’ vi piace, il cartone delle cose da scartare non si riempirà mai. Il decluttering pretende decisione e una certa impulsività. In fondo porta a una riscoperta e una rinascita, ma per spiccare il volo occorre lasciare a terra un po’ di pesi. E circondarsi di gioia e della luce che solo alcuni oggetti, quelli davvero importanti, sanno emanare.

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