4 Febbraio Feb 2016 1314 04 febbraio 2016

La donna che denunciò il terrorista

Parla Sonia, testimone chiave nell'inchiesta sugli attentati di Parigi. Dopo aver incontrato Abdelhamid Abaaoud, la giovane lo aveva segnalato alla polizia, permettendo di localizzarlo.

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«Non ho più una vita, mi sento abbandonata». Parla così al sito rmc.bfmtv.comSonia (nome di fantasia), testimone chiave nell'inchiesta sugli attentati del 13 novembre a Parigi. Dopo aver incontrato Abdelhamid Abaaoud, il coordinatore dell'operazione terroristica, la donna lo aveva denunciato permettendo alla polizia di localizzarlo.

L'APPUNTAMENTO CON IL TERRORISTA
La giovane ha dichiarato che il 15 novembre, due giorni dopo l'attentato, si trovava in compagnia della cugina di Abaaoud, Hasna Aït-Boulhacen. Questaaveva ricevuto una chiamata dal Belgio nella quale le veniva chiesto, da parte del parente, di recarsi a Aubervilliers, in rue de la Bergerie. Sonia aveva deciso di accompagnare l'amica all'appuntamento e, una volta arrivate, aveva incontrato (senza inizialmente rendersene conto) l'uomo più ricercato d'Europa. «Aveva un bob sulla testa e scarpe da ginnastica di colore arancione. Sorrideva, non sembrava un terrorista», ha raccontato la donna.

«RACCONTAVA QUELLO CHE AVEVA FATTO CON FIEREZZA»
Sonia ha affermato che una volta in auto Abaaoud le aveva rivelato, con fierezza, di essere il responsabile degli attentati: «Mi parlava come se stesse raccontando di essere andato a fare la spesa e avesse trovato il detersivo in offerta. Era contento». Non solo. L'uomo aveva anche riferito di voler correggere alcuni 'fallimenti' precedenti commettendo altri atti terroristici. Hasna, la cugina, aveva confermato: Abaaoud aveva intenzione, insieme a un complice, di attaccare un centro commerciale, una stazione di polizia e una scuola materna nel quartiere de La Défense, nella zona nord-occidentale di Parigi.

LA DENUNCIA
La donna, sconvolta, dopo aver cercato di convincere (inutilmente) l'amica a non aiutare il cugino, aveva deciso di chiamare il 197, numero d'allerta attivato dopo gli attentati. Qualche ora dopo la telefonata la polizia era intervenuta, uccidendo Abaaoud e il suo complice a Saint Denis.

IL MIGLIOR MODO PER PROTEGGERLA È «FARLO IN SILENZIO»
«Stiamo facendo tutto il possibile in un contesto estremamente complicato. Il miglior modo di proteggerla è agire e star zitti» ha affermato il ministro francese dell'Interno, Bernard Cazeneuve, in diretta da radio Europe 1.

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