4 Febbraio Feb 2016 1642 04 febbraio 2016

Il bambino soldato ucciso due volte

Wasil Ahmad, 10 anni, è stato raggiunto da due colpi alla testa sparati dai Talebani. Ma la sua infanzia era già stata spazzata via dallo zio che aveva deciso di fargli imbracciare il fucile.

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Wasil Ahmad, un bambino afghano di 10 anni, è stato ucciso dai Talebani mentre andava a scuola. Wasil non era un ragazzino come tanti: non viveva la vita di un bambino così come la immaginiamo in Occidente. Wasil, come troppi dei suoi coetanei e connazionali, era un bambino soldato, famoso in patria per aver preso parte a una vittoriosa azione militare condotta contro i Talebani che assediavano la città di Uruzgan.

DUE VOLTE VITTIMA
La notizia della morte di Wasil è stata riportata dal Guardian. Il bambino era divenuto una celebrità dopo che una sua foto aveva preso a circolare sui social media: un'immagine che ritrae un bambino troppo serio per la sua età, con un elmetto calcato sugli occhi e un fucile stretto tra le mani. Wasil, in quella foto, era già una vittima. «Da una parte l'hanno reso famoso, dall'altra l'hanno ucciso. Sia una parte sia l'altra hanno ignorato la legge e agito illegalmente», ha detto Rafiullah Baidar, portavoce della Commissione afghana per i diritti umani. Per quanto, a un primo impatto, sia infatti facile provare empatia nei confronti di quella che era diventata una vera e propria mascotte, non bisogna dimenticare che si trattava pur sempre di un bambino soldato, privato della sua infanzia.

IL TRIONFO DAVANTI AI MEDIA
Il responsabile del suo addestramento è lo zio, Mullah Abdul Samad, che l'ha addestrato alle armi educandolo anche a guidare un gruppo di miliziani mentre lui si riprendeva dalle ferite. Wasil aveva imparato ad usare il kalashnikov e addirittura a sparare razzi dalla cima di un tetto, nel corso della battaglia combattuta per rompere l'assedio dei talebani. Una volta vinto lo scontro, Wasil e il suo gruppo erano stati trasferiti nella città di Tirin Kot, dove il bambino venne portato praticamente in trionfo di fronte ai media. Avrebbe dovuto essere l'ultimo atto della sua precoce carriera militare, prima di una vita da bambino qualsiasi, o quasi. Un sogno di normalità interrotto da due proiettili che l'hanno raggiunto alla testa.

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