1 Febbraio Feb 2016 1849 01 febbraio 2016

Quel diavolo di Internet

Il santuario di San Gabriele a Teramo è pronto ad accogliere un corso per istruire 50 confessori sui rischi dei nuovi peccati cibernetici. «Sbaglia chi usa le chat-line in maniera ingannevole o chi usa i social per commettere reati».

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VATICAN-POPE

Si sa, l'occasione fa l'uomo ladro. E con l'arrivo delle nuove tecnologie le tentazioni sono sempre dietro l'angolo. Ecco perché la Chiesa cattolica ha deciso di istituire una task force di circa 50 confessori pronti a valutare le nuove violazioni da poco identificate dal clero. Al bando così tutti i peccati informatici: dall'uso ingannevole delle chat al cyberstalking, dalla ceazione di account fake sino agli hackeraggi contro la privacy.

IL CORSO
Ma come tutelare, aiutare e redimere le pecorelle smarrite nei meandri del cyberspazio? È la domanda principale a cui il corso, previsto dal 3 al 4 febbraio 2016 presso il santuario di San Gabriele a Teramo e tenuto da don Mauro Cozzoli (docente di Teologia Morale presso la Pontificia Università Lateranense di Roma), cerca di rispondere. Tra i partecipanti anche molti sacerdoti passionisti che prestano servizio proprio nel santuario abruzzese, uno dei quindici luoghi sacri più frequentati al mondo nonché uno dei principali luoghi di riconciliazione d'Europa.

I NUOVI PECCATI
«L'elenco dei nuovi peccati comprende gli abusi di chi usa le chat-line in maniera ingannevole, di chi approfitta di Facebook, Twitter, dei vari blog o di YouTube per commettere veri e propri reati di diffamazione o di cyberstalking. Senza parlare di chi prova a trarre vantaggi economici fraudolenti», hanno spiegato i promotori del corso. Tra i nuovi peccati sono stati individuati anche «i numerosi casi di pirateria informatica (come chi usa programmi senza licenza, o scarica illegalmente musica e filmati tramite Internet) e anche gli hacker che violano la privacy e la sicurezza di un sistema informatico», hanno proseguito. Durante il convegno, che ha per tema Il ministero della misericordia nel sacramento della penitenza, i confessori sono chiamati a confrontarsi anche sui temi del perdono e dell'indulgenza, termini chiave che papa Francesco ha più volte ribadito nelle sue omelie.

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