1 Febbraio Feb 2016 1951 01 febbraio 2016

«Ho abortito a causa dello zika»

Ana è una 30enne brasiliana che ha deciso di interrompere la gravidanza dopo essere venuta a conoscenza, tramite i dati allarmanti riportati dai media del suo Paese, dei danni che il virus avrebbe potuto causare al feto. Ora rischia due anni di carcere.

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Ana è una 30enne brasiliana, già madre di due bambine, che ha deciso di abortire dopo aver contratto il virus zika. La ragazza ha raccontato a Vanity Fair di aver saputo di essere incinta alla vigilia di Halloween e di aver scelto di interrompere la gravidanza dopo essere venuta a conoscenza, tramite i dati allarmanti riportati dai media brasiliani, delle malformazioni che la malattia avrebbe potuto causare al feto.

IL BOOM DI BAMBINI MICROCEFALI
A inizio gennaio, infatti, sono usciti i primi numeri sul boom di bambini nati microcefali a ottobre 2015 (oltre 1000 nel Pernambuco, circa 4000 in tutto il Brasile): «Ho cominciato ad avere paura, sono andata dal mio ginecologo e con mio marito abbiamo iniziato a valutare il da farsi», ha raccontato la donna.

«ANCORA OGGI I SENSI DI COLPA MI TORMENTANO»
Per avere la certezza che il bambino possa nascere con tutte le complicazioni causate dalla microcefalia da zika (problemi nel comunicare, nel muoversi, e a volte cecità, sordità e morte prematura) bisogna attendere almeno la 24esima settimana di gravidanza. Ma Ana non ha voluto rischiare e ha deciso di interrompere la gestazione prima del settimo mese con un farmaco illegale: «Ancora oggi i sensi di colpa mi tormentano durante il sonno», ha affermato.

UN SISTEMA CHE DISCRIMINA I POVERI
Un sistema di salute, quello brasiliano che, secondo Ana «se ne frega altamente dei poveri e chiude un occhio se, invece, chi ha i mezzi per farlo viola la legge assurda che regolamenta l’aborto in Brasile». Infatti l'epidemia dello zika ha fatto crescere in maniera esponenziale il numero di aborti clandestini, che, senza il virus, si stima siano circa un milione all'anno. Tra gli esperti c'è chi pensa che questo numero, a causa del contagio, potrebbe addirittura raddoppiare.

«PER IL MIO PAESE SONO UNA CRIMINALE»
Per la legge brasiliana, che non ammette l'aborto, Ana è una delinquente e rischia due anni di carcere, ma lei, nonostante il dolore, è sicura della scelta che ha fatto: «Anche se per il mio Paese sono una criminale, sono sicura che aver potuto scegliere sia stata la cosa migliore», ha affermato.

UN'INFOGRAFICA PER CONOSCERE MEGLIO IL VIRUS ZIKA
L'azienda Stampaprint ha realizzato un'infografica che fa il punto sul virus Zika, la cui diffusione in Sudamerica si fa sempre più preoccupante (ma emergono casi isolati anche in Europa). L'immagine può facilitare la comprensione dell'argomento.

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