26 Gennaio Gen 2016 1653 26 gennaio 2016

Le femministe marciano contro il tempio vietato

In India 500 donne sono state fermate dalla polizia perché volevano entrare nella struttura religiosa a loro chiusa. Una simile preclusione era stata applicata anche a un altro luogo sacro in Kerala, il Sabarimala.

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Gli era stato vietato di entrare nel tempio perché potevano «tentare le divinità» con la loro bellezza. Così, quel provvedimento che a molti è parso sin da subito assurdo, ha scatenato le proteste di molte donne indiane pronte a combattere per i loro diritti. Ed ecco che centinaia di femministe del Paese hanno tentato di entrare nel famoso tempio induista promotore del divieto. Un tentativo andato presto in fumo a causa dell'intervento delle forze dell'ordine chiamate a proteggere il luogo di culto nello stato centrale del Maharashtra.

LA MANIFESTAZIONE
Secondo l'agenzia di stampa Ani la manifestazioine è stata organizzata da alcune attiviste per i diritti delle donne. Le oltre 500 femministe di Bhumata Brigadeda, movimento che lotta per la parità dei sessi, hanno formato un lungo corteo per dirigersi verso il tempio Shani Shingnapur. Quando mancavano ormai sette chilometri dalla struttura religiosa sono state fermate da un cordone di agenti di sicurezza. Molte manifestanti, per accentuare la protesta, si sono sdraiate sulla strada opponendo resistenza passiva. Un atteggiamento che non ha dato i suoi frutti dato che le donne sono state portate via a peso dai poliziotti. Oltre agli agenti mandati per fermare la manifestazione, diversi cittadini e molte associazioni religiose avevano anche formato un cordone di sicurezza intorno al santuario per impedire quella che a loro avviso si sarebbe trasformata in una vera e propria profanazione.

TRADIZIONE SECOLARE
Il divieto, che affonda le sue radici nei secoli passati, prevede che nessuna donna possa entrare nel tempio dedicato alla divinità locale Shani. A novembre 2015, in barba a ogni legge, una donna era riuscta a intrufolarsi nella struttura per fare un'offerta votiva al dio. Tutto questo aveva costretto i sacerdoti a inscenare una complessa cerimonia di purificazione dell'intero edificio profanato. Un simile divieto era stato applicato anche a un altro tempio in Kerala, il Sabarimala, situato nella riserva delle tigri di Periyar.

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