26 Gennaio Gen 2016 1036 26 gennaio 2016

Agli uomini piacciono le Scully

Il 26 gennaio X-Files torna in tivù con 6 episodi inediti. La serie ha fatto storia anche per aver dato vita a un personaggio che è diventato una vera e propria icona femminista. Ecco perché.

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Per anni sono stati ostaggio di programmi tivù pseudodivulgativi. Ma per ufo, alieni e teorie del complotto è finalmente arrivata l'ora di tornare a casa: il 26 gennaio su Fox Italia torna X-Files, con appena un giorno di ritardo dalla messa in onda statunitense della miniserie composta da 6 episodi inediti. Torna così sul piccolo schermo la serie tivù simbolo degli Anni 90, diventata con gli anni un vero e proprio cult in grado di resistere per ben nove stagioni, per un totale di 202 episodi e due lungometraggi. Un successo conquistato grazie al fascino dei temi occulti trattati, ma anche, e forse soprattutto, per la chimica scaturita tra i due protagonisti, gli agenti Mulder e Scully.

ICONA FEMMINISTA
Interpretati rispettivamente da David Duchovny e Gillian Anderson, sono due agenti dell'FBI con un approccio totalmente differente alla soluzione dei casi: visionario lui, fredda e razionale lei. L'approccio razionale e scientifico ha fatto di Dana Scully una vera e propria icona femminista, il cui esempio ha spinto molte giovani spettatrici ad avvicinarsi al mondo della scienza. Si tratta di un fenomeno la cui veridicità è ancora oggetto di studi accademici, ma che ormai è diventato popolare come il cosiddetto 'effetto Scully'. Una conseguenza di X-Files completamente inattesa ma che è emblematica di come gli show di intrattenimento possano essere in grado, nel bene e nel male, di influenzare le nostre vite (da quando va in onda CSI, ad esempio, le giurie americane sono sempre più restie a esprimere un verdetto di condanna senza il tipo di prove schiacchianti esibite nella serie tivù).

LA RAZIONALITÀ È DONNA
Gillian Anderson, dal canto suo, ha raccontato nel corso di un incontro al Comic-Con di San Diego, il più importante evento mondiale dedicato alla cultura pop, di aver ricevuto molte lettere di giovani ragazze che raccontavano entusiaste di voler intraprendere studi medici o forensi per «essere come Scully». David Duchovny, d'altra parte, ha riconosciuto al proprio personaggio il merito di aver insegnato agli uomini ad apprezzare le donne come Scully. Forti, sicure di sé, razionali. La razionalità di Scully, contrapposta alla visionarietà di Mulder, è uno degli elementi più apprezzati perché ribalta gli stereotipi di genere: solitamente, le donne vengono dipinte come intuitive e preda delle proprie emozioni, mentre gli strumenti della logica sono una prerogativa maschile.

NEL MONDO REALE, INTANTO
Ma se Scully è stata in grado di conquistarsi un posto di rilievo e di affermarsi come un personaggio indipendente più grazie al suo cervello che alle sue doti fisiche, Gillian Anderson, come attrice, si è ritrovata davanti il solito ostacolo che tutte le donne devono affrontare nell'industria del cinema: il pay gap. Già nel 1993, Gillian dovette accettare uno stipendio nettamente inferiore rispetto a quello di Duchovny. E nel 2015 la storia si è ripetuta: l'attrice si è vista proporre la metà del compenso offerto a Duchovny. Stavolta però, dopo una dura trattativa, è riuscita a riportare in equilibrio la bilancia e a vedersi riconosciuto quanto le spettava.

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