22 Gennaio Gen 2016 1648 22 gennaio 2016

«Basta alle tasse sugli assorbenti»

Laura Croydon ha dato il via a una petizione online per convincere il governo inglese a cancellare la tampon tax. Una crociata sostenuta anche da Barack Obama. La nostra intervista.

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lauracroydon

C’è una ragazza inglese di 22 anni che a gennaio 2016 è riuscita a guadagnarsi l'attenzione niente meno che di Barack Obama. La giovane in questione si chiama Laura Croydon e ha conquistato il plauso del presidente degli Stati Uniti per aver lanciato su Change.org una campagna il cui obiettivo è togliere le tasse sugli assorbenti femminili. Campagna che in poco tempo si è diffusa in tutto il mondo ottenendo sulla piattaforma ben 310 mila firme.
«Non sapevo che esistesse la tampon tax (tassa sugli assorbenti), fino a quando me l'ha detto una mia amica, Verity Hime. Era il maggio 2014. A quel punto ho deciso di fare un po’ di ricerca nel sistema inglese delle tasse per capire quale fosse il significato di questo rincaro», ha raccontato lei a LetteraDonna.

DOMANDA: E che cosa ha scoperto?
RISPOSTA: Io presumevo che avesse un senso, che non fosse così ingiusto come sembrava. Ma mi sbagliavo.
D: Perchè?
R: Mentre il sistema finanziario britannico non tassa beni 'non essenziali' come i fiori di zucchero commestibili o la manutenzione  sugli elicotteri privati, impone un balzello su un prodotto necessario per le donne come gli assorbenti. Quando l’ho capito mi sono sentita offesa e ho deciso di intervenire. Non si poteva rimanere con le mani in mano.
D: E da una semplice petizione è nato praticamente un movimento internazionale. Se lo aspettava?
R: Sono un po’ sorpresa. All’inizio avevo fissato un target di 50 firme perché non credevo di ottenere tanto consenso. Ma sono molto felice perchè il successo e la popolarità di questa campagna non riguarda solo i numeri ma ha un significato sociale.
D: E poi è arrivato il sostegno di Obama.
R: Anche di David Cameron e di molti giornali nonostante il tema sia abbastanza tabù. Credo che sia un momento di rottura importante.
D:  E adesso ci sono altri Paesi che si stanno muovendo nella stessa direzione.
R: Certo. In fondo questo è un problema mondiale. Ci sono campagne gemelle in tutto il mondo. In Australia, Canada, Francia, Germania, Malesia e anche in Italia e Stati Uniti si stanno muovendo le cose.
D: Forse è anche per questa ragione che Obama ha deciso di approvare il suo progetto.
R: Penso che sia così. Durante un’intervista ha spiegato quanto illogico sia, a suo parere, imporre questo tipo di tassa e quanto questo aspetto fiscale sia correlato secondo lui a un problema di maschilismo. Ha apertamente e direttamente collegato la scarsa rappresentazione delle donne in politica con queste pratiche sessiste.
D: Secondo lei come mai esiste la tampon tax?
R: Sono sicura che non è stata imposta per incassare di più. In Gran Bretagna, ad esempio, il governo incamerava una somma pari allo 0,072% del suo gettito fiscale dalla tassa sugli assorbenti, prima di decidere di donare la somma ad iniziative che riguardano le donne. Anche io sono convinta che si tratti di un retaggio di maschilismo, che probabilmente ha anche a che fare con la predominanza dei maschi in politica. Si tratta di una tassa ingiusta e sessista, che non porta guadagni . La vedo come un simbolo, il desiderio di contrassegnare le donne e una loro differenza. Per questo voglio cambiare le cose.
D: Quali benefici ci saranno per le donne se riuscirà a vincere la sua battaglia?
R: I vantaggi saranno molti. I primi a beneficiarne saranno coloro che si trovano in difficoltà economica. Inoltre questa campagna darà più visibilità alle donne e trasmetterà un messaggio chiaro: abbiamo dei bisogni che non sono meno importanti di quelli degli uomini. Infine, aiuterà anche a superare la vergogna riguardo le esigenze fisiologiche del nostro corpo.

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