19 Gennaio Gen 2016 1934 19 gennaio 2016

Fare la pornostar in Giappone

La storia di Victoria Yuki, la 23enne ragazza italiana che ha abbandonato l'Italia per intraprendere la carriera di attrice hard nel Paese del Sol Levante.

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Lei si chiama Victoria Yuki (nome d'arte), ha 23 anni, è italiana ma vive in Giappone e di professione fa la pornostar. Una storia che ha il sapore dell'incredibile ma allo stesso tempo sentori di realtà assoluta. E a raccontarla, sulle colonne di Vice Italia, è stata la stessa attrice spiegando i motivi che l'hanno portata a intraprendere la carriera da pornodiva.

VITA NORMALE
Perché quella di Victoria Yuki, almento sino ai 18 anni, era una vita del tutto normale condotta in una piccola provincia del Piemonte. «Ho sempre frequentato la stessa cerchia di amici con cui sono cresciuta, andavo bene a scuola e avevo una normale relazione con i miei coetanei. L'unico legame con la mia vita attuale era la passione per il Giappone», ha scritto la ragazza. E l'interesse per il mondo nipponico si era palesato a Victoria già da bambina, per la precisione all'età di 12 anni. Galeotto fu il film Battle Royale. «Da allora ho continuato a nutrire un forte interesse per la cultura giapponese, fino a che un giorno non mi sono imbattuta nella foto di una modella che in seguito ho scoperto essere una pornostar», ha proseguto.

LA MUSA
E la musa di Victoria Yuki si chiama Mihiro, 33enne attrice hard. «La sua naturalezza ed eleganza nei porno che girava mi avevano colpito moltissimo. Fino ad allora ero entrata in contatto soltanto con la pornografia occidentale, che perlopiù mi sembrava violenta, volgare e priva di reale attrattiva erotica, mentre i porno giapponesi erano girati con più fantasia, e le scene erano articolate e stimolanti», ha precisato. E proprio l'incontro, anche se solamente virtuale, con l'avvenente Mihiro ha portato l'allora giovanissima Victoria ad avere le prime fantasie su una possibile carriera da attrice hard in Giappone. Ma quelle che erano solamente fantasie adolescenziali si trasformarono in qualcosa di più alla fine delle scuole superiori.

L'ESPLORAZIONE SESSUALE
Finite le scuole, vuoi per gioco, vuoi per curiosità, Victoria inizia la sua attività di camgirl. «All'inizio è stato divertente, mi piaceva offrire un servizio in cui degli estranei che mi desideravano pagavano per potermi vedere nuda ed eccitarsi, ma la verità è che a lungo andare è diventato noioso e ripetitivo», ha spiegato a Vice Italia. Ma fare la cam girl è stato solo il primo passo verso la lunga e variegata carriera della giovane. Il tutto è cambiato quando un cliente un po' insistente le ha chiesto di incontrarsi in privato. Dopo un po' di titubanze Victoria ha accettato. «L'esperienza non era stata negativa, così ho deciso di attrezzarmi per continuare a farlo». Ed eccola qua la seconda 'evoluzione' sessuale della giovane e aspirante pornostar. Il lavoro da escort va molto bene, tanto che la ragazza decide di prendere casa a Lugano (Svizzera) dove esercitava senza troppe restrizioni.

L'APPRODO AL PORNO
«Quello che mi incuriosiva veramente, però, rimaneva il mondo del porno, e sempre nel periodo in cui avevo iniziato a fare la camgirl mi ero messa i contatto con la Pinko, una delle principali case di produzione italiane, che mi aveva fatto assistere ad alcune scene su di un set», ha svelato. Tutte le porte a cui Victoria bussava in Italia, tuttavia, portavano a vicoli cichi. Da qui la decisione di trasferirsi in Giappone per seguire le orme di Mihiro, l'attrice che l'aveva stregata anni prima. Una scelta che non è stata subito ripagata, anzi: «Molti potrebbero pensare che essere un'attrice occidentale possa rappresentare un aspetto positivo per la propria carriera in Giappone, ma la verità è che ritagliarsi un po' di spazio nel mondo lavorativo giapponese non è affatto facile».

IN GIAPPONE
Fatto sta che dopo appena 15 giorni da quando era sbarcata in Giappone la ragazza aveva già trovato un agente. Questo non le è servito, almeno nell'immediato. Già, perché prima che Victoria Yuki venisse scritturata per girare un film porno ci sono voluti otto mesi. «Quasi fin da subito mi hanno chiesto di aggiungere Victoria al nome che avevo scelto come attrice, Yukikon, per esaltare il fatto di essere straniera. Anche se non ho il classico aspetto della pornostar occidentale, e molti fan italiani pensano che abbia dei tratti che ricordano vagamente quelli orientali, il mio fisico e i lineamenti del viso mi caratterizzavano molto all'interno dell'industria giapponese», ha voluto precisare.

LE PRIME ESPERIENZE NIPPONICHE
In attesa di girare il suo primo film, Victoria ha ottenuto i suoi primi ingaggi. Su tutti le sessioni di satsueikai: «In pratica stai dieci ore chiusa in uno studio, con pause da un quarto d'ora, e i fan che vengono a fare una specie di safari fotografico. Pagano dai 300 ai 500 euro e hanno 45 minuti a disposizione, timer alla mano, per fotografarti mentre ti chiedono di assumere certe posizioni o di metterti certi vestiti». Poi la 23enne è passata a vendere le sue mutandine usate, una prelibatezza per il feticismo nipponico e non solo. Poi, dopo un lavoro in un karaoke, la ragazza italiana che voleva conquistare l'oriente ha ottenuto il suo primo contratto «Più che altro un video di presentazione. Piccole situazioni in cui potevo mostrare il mio personaggio al pubblico, come una scena di masturbazione in macchina, una con due attori, una di bukkake nello scompartimento di un treno, e una recitata, in giapponese, chiaramente». Il suo personaggio era piaciuto e da quel giorno Victoria Yuki ha iniziato a scalare i vertici delle classifiche Giapponesi realizzando il suo sogno di essere una pornostar.

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