18 Gennaio Gen 2016 1008 18 gennaio 2016

70 anni da diva

Dalla lirica al cinema, passando per i reality. E, in mezzo, due amori melodrammatici. Festeggiamo il soprano Katia Ricciarelli ricordando i momenti più importanti della sua vita e carriera.

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'Gli Amici Del Bar Margherita' - Milan Photocall

Da commessa alla Upim a esponente di spicco della lirica mondiale, per poi trovare una seconda vita artistica al cinema e nella fiction televisiva, non prima di essere passata dalle forche caudine dei reality show. La vita e la carriera di Katia Ricciarelli sembrano a tratti ricalcare l'andamento dei melodrammi a cui lei spesso ha prestato volto e voce. Grandi trionfi e grandi amori ma, a volte, anche grandinate di fischi impietosi e cocenti delusioni sentimentali.

SOPRANO OPERAIO
Nata a Rovigo nel 1946, lavorò come commessa e operaia per potersi permettere gli studi al Conservatorio. L'esordio sul palcoscenico risale al 1969, quando, 23enne, interpretò Mimì ne La bohéme. La sua ascesa nel mondo della lirica fu velocissima: la sua voce sedusse leggende come il maestro Herbert Von Karajan, e i ruoli si susseguirono uno dietro l'altro. A fine carriera, ne avrebbe interpretati all'incirca una settantina.

AMORI DIFFICILI
La vita sentimentale di Katia è legata soprattutto a due nomi: quello di José Carreras e quello di Pippo Baudo. La storia d'amore con Carreras nacque sulle scene del Teatro Regio di Parma nel 1971 e durò per ben 13 anni. Katia l'ha descritta come l'esperienza sentimentale più intensa della propria vita. Più lunga la relazione con Baudo. I due si sposarono nel 1986, mentre il divorzio risale al 2004. La relazione tra i due non si è conclusa nel migliore dei modi. Lo testimoniano le parole di Katia, estrapolate da un'intervista rilasciata a Radio Club 91: «Pippo Baudo? L'ultima spiaggia, l'uomo con cui invecchiare quando non ti resta nulla a 40 anni, piuttosto avrei voluto sposare Costanzo che ha materia grigia».

TRA CINEMA E REALITY
Dopo aver calcato i palcoscenici per tanti anni, Katia Ricciarelli decise, a metà degli Anni 2000 di intraprendere la strada del cinema e della fiction, che aveva già assaporato nel 1986 prendendo parte alll'Otello di Franco Zeffirelli. A rilanciarla fu Pupi Avati con La seconda notte di nozze, con cui Katia riscosse un grande successo di critica. Un anno più tardi, nel 2006, decise anche di prendere parte al reality show La Fattoria, destando non poca sorpresa tra i suoi fan e gli addetti ai lavori.

PARLARE CHIARO
Da regina del melodramma, Katia nella sua vita non si è fatta mancare nemmeno dichiarazioni e prese di posizione scomode: dal giudizio poco lusinghiero su Baudo, già citato, a quella volta in cui, pur colpita dalle qualità vocali, disse senza mezzi termini a un giovane Andrea Bocelli che il suo essere non vedente gli avrebbe reso impossibile una carriera lirica. A dir poco perplessa anche sul fenomeno Il Volo: «Di questo passo è difficile che arrivino da qualche parte», ha detto, spiegando che, a suo parere, chi è nato come un fenomeno televisivo non può essere araldo della lirica in tivù.

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