11 Gennaio Gen 2016 1929 11 gennaio 2016

«Se sei trans non sei considerato umano»

La fotografa Danielle Villasana ha documentato in un reportage la vita delle donne che hanno deciso di cambiare identità sessuale nella capitale peruviana. Tra violenze, pericoli e povertà estrema.

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Trucco pesante, gonne corte, forme in vista. Le protagoniste del reportage della fotografa Danielle Villasana sono le trans del centro di Lima. Una comunità che in un Paese come il Perù, strettamente cattolico e per niente educato alla sessualità, vive in condizioni di discriminazione e povertà estrema. Nella maggior parte dei casi le donne che ne fanno parte sono costrette a prostituirsi, rischiando di subire violenza e di contrarre malattie mortali: la speranza di vita è di circa 35 anni, il 30% di loro ha contratto il virus dell'HIV.

LA VIOLENZA DEI CLIENTI
«Bisogna stare attenti con i clienti perché spesso sono uomini cattivi, ti trattano male, ti picchiano, ti derubano», ha dichiarato Tamara al Daily Mail. Lei ha lasciato la scuola in quinta elementare, perché non riusciva più a resistere al bullismo che subiva dai compagni di classe. A 16 anni, ha iniziato a sniffare colla per affrontare la depressione e la solitudine: è stata abbandonata da tutti, fuorché da sua madre.

GLI ABUSI DELLA POLIZIA
Un'altra donna, Karen, è finita in ospedale con un colpo di pistola nello stomaco. L'aggressore? Un poliziotto. «In questo paese, se sei un trans non sei considerato come essere umano», ha affermato la donna. Le appartenenti alla comunità infatti, oltre ai disagi della povertà, devono affrontare quotidianamente le brutalità della polizia che le infastidisce di continuo, con abusi fisici e verbali. Le ragazze vengono arrestate anche dentro casa, per il solo fatto di essere trans.

UNA COMUNITÀ CHE DÀ CONFORTO
La comunità che hanno costruito nel centro di Lima dà loro conforto. C'è vera solidarietà. In molte abitano in alloggi in stile dormitorio: «Vivo felicemente con i miei amici, usciamo insieme, lavoriamo insieme, mangiano insieme», afferma Oriana. Anche le discoteche LGBT della città son un luogo dove possono trovare sostegno.

UN PROBLEMA SOCIALE
«Conoscere queste storie mi ha aperto gli occhi. Non hanno via di fuga: la maggior parte di queste donne sono costrette a scegliere la strada perché discriminate dalla società, che non dà loro altra possibilità di impiego», ha affermato l'autrice del reportage, secondo la quale «il Perù è molto in ritardo rispetto al resto dell'America Latina, ma è possibile un graduale miglioramento grazie alla dedizione di un numero sempre crescente di attivisti».
Ecco alcune delle foto presenti nella raccolta.

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