28 Dicembre Dic 2015 1103 28 dicembre 2015

Quando le minacce fermano lo sport

Lo Sporting Locri, società di calcio femminile a 5 militante in serie A, ha chiuso in seguito alle numerose intimidazioni ricevute dai dirigenti. Il Presidente: «Non è accettabile correre il rischio di poter essere colpiti anche nei nostri affetti più cari».

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«Chiuso per dignità». Queste le uniche parole visibili sul sito dello Sporting Locri, squadra di calcio a 5 femminile militante in serie A che ha deciso di chiudere i battenti in seguito alle numerose minacce indirizzate al presidente Ferdinando Armeni, al suo vice Giovanni Primerano e al presidente onorario Domenico Stilo. «È ora di chiudere questo Sporting Locri. Andate via!», si legge in uno dei messaggi.
Non è la prima volta che storie del genere arrivano dalla Calabria. Molto spesso nel mirino sono magistrati e giornalisti che subiscono intimidazioni da parte della 'ndrangheta. Questa volta il metodo è molto simile (biglietti intimidatori, gomme delle auto bucate) ma il presidente dello Sporting Locri ha respinto, in un'intervista all'Huffington Post, la possibilità che le minacce arrivino per interessi economici dalla criminalità organizzata. «Lo escludo. Siamo una realtà importante, una delle rivelazioni del campionato di massima categoria. L’invidia, sì, quella è tanta, ma non siamo una realtà che ha introiti ingenti». Forte l'amarezza del dirigente che, sconvolto per l'accaduto, ha deciso di mettere fine all'attività dopo l'ennesima minaccia nella quale si faceva riferimento anche alla sua bambina: «Il nostro è solo un hobby, una passione per lo sport calcistico. Non è accettabile correre il rischio di poter essere colpiti anche nei nostri affetti più cari. Certo, può darsi che si tratti di una bravata, ma davvero non ce la sentiamo di andare avanti come se nulla fosse accaduto», ha affermato.

LA SOLIDARIETÀ DELLE ISTITUZIONI E DELLE ALTRE SQUADRE
Le altre squadre impegnate nella nazionale di calcio a 5 e le istituzioni hanno espresso solidarietà alla società: dal deputato del Pd, componente della commissione Antimafia, Ernesto Magorno, segretario calabrese del partito, ad Arturo Bova, presidente della Commissione regionale contro la 'ndrangheta, al sindaco di Locri, Giovanni Calabrese, che in una nota esprime vicinanza allo Sporting Locri e che allo stesso tempo invita la società a non darla vinta agli autori delle intimidazioni: «Pur comprendendo e condividendo la preoccupazione dei dirigenti e delle atlete dello Sporting, rinnovo l'invito a soprassedere dall'idea di ritirare la squadra dal massimo campionato nazionale. Tale determinazione sarebbe un errore gravissimo ed andrebbe ad assecondare l'assurdo desiderio di qualche balordo che, evidentemente, ha deciso di impegnare il proprio tempo andando ad infastidire chi, con impegno e passione, opera nel mondo dello sport e del sociale con il solo obiettivo di far crescere la città facendone emergere il vero volto positivo e solidale».
Intanto, il prefetto di Reggio Calabria, Claudio Sammartino ha disposto «adeguate misure di protezione» nei confronti della dirigenza della squadra. Gli stessi dirigenti saranno sentiti nei prossimi giorni in sede di Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica convocato dal Prefetto.

LE DICHIARAZIONI DEL CAPITANO DELLA SQUADRA
Sara Borello
, capitano in seconda dello Sporting Locri, ha affermato che la squadra è pronta a scendere in campo il 10 gennaio. Da giorni è in contatto telefonico costante con le compagne e la dirigenza della società. Dopo le tante attestazioni di solidarietà, è importante, sostiene la sportiva «che qualcuno rilevi la società e ci porti a concludere il campionato. La mia esperienza a Locri, con la società del presidente Armeni, è assolutamente positiva ed esaltante. Mi ci sono trovata benissimo e in due anni non ho avuto mai il minimo problema».

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