28 Dicembre Dic 2015 1828 28 dicembre 2015

Fiera del marito kamikaze

La moglie di Samy Amimour, uno dei terroristi che ha architettato l'attentato al Bataclan, si è dichiarata felice in alcune lettere della fine del marito. «Voi ci uccidete noi vi uccidiamo, l'equazione è semplice».

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«Sono molto fiera di mio marito, tanto da vantarmi dei suoi meriti». Sono le agghiaccianti parole scritte in una lettera dalla giovane moglie di Samy Amimour, uno dei kamikaze del Bataclan. Le missive, sequestrate dagli inquirenti, sono state pubblicate dal quotidiano francese Le Parisien.

MISSIVE SCIOCCANTI
Nelle lettere la ragazza, che si trova con un gruppo di jihadisti nel territorio controllato dall'Isis tra Siria e Iraq, rivela di essere stata a conoscenza dei piani del marito fin dall'inizio. «Ho incoraggiato mio marito a partire per terrorizzare il popolo francese. Lo invidio così tanto, avrei talmente voluto essere con lui e farmi esplodere anch'io», ha scritto Kahina la 18enne vedova di Amimour. La giovane, che si era unita alla jihad quando era ancora minorenne ed iscritta a un liceo di Parigi, nelle lettere all'amica vomita tutto il suo odio nei confronti dell'occidente: «La vita non è pace, amore, baci. Tu ci uccidi, io ti uccido, tu ci combatti, io ti combatto. Fino a quando continuerete a offendere l'Islam e i musulmani sarete dei potenziali obiettivi, non solo i poliziotti e gli ebrei, tutti». Un'affermazione che suona come una vera e propria minaccia. Soprattutto dopo che la Francia è intervenuta con le armi nella questione siriana. «Una volta quando ero in Siria, ero in un mercato tranquilla e di colpo abbiamo sentito un enorme esplosione. Per il momento, mandano i loro aerei e la gente qui muore, è ingiusto. Presto, inshallah, la Francia e tutta la coalizione sapranno cos'è la guerra a casa loro. Voi ci uccidete noi vi uccidiamo, l'equazione è semplice», si legge ancora.

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