18 Dicembre Dic 2015 1218 18 dicembre 2015

Vigilia da food blogger

A pochi giorno dal fortunato debutto su FoxLife con un programma tutto suo, Chiara Maci ci dà cinque preziosi consigli per fare bella figura con gli ospiti durante il cenone della notte prima di Natale.

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Chiara Maci non ha bisogno di grandi presentazioni, visto che nel giro di pochi anni è diventata la food blogger più famosa d'Italia. La rete le ha dato quella visibilità che poi la tv ha amplificato, grazie alla partecipazione a trasmissioni come Cuochi e fiamme. Dal 14 dicembre, però, Chiara ha esordito con un programma tutto suo, #VitadaFoodblogger, che va in onda su FoxLife dal lunedì al venerdì alle ore 19.

IL PUBBLICO LA AMA
«Faccio un lavoro bellissimo, però da quando ho lasciato l'ufficio marketing di Sky per inseguire il mio sogno mi sono sempre mossa da sola ed è stato bello, in questa occasione, ritrovare la dimensione del team», racconta Chiara. «Anche se sono cresciuta a Bologna, ho delle origini campane che vengono fuori in varie occasioni: mi ricordo, per esempio, come fosse naturale per me arrivare la mattina con una bella torta per i miei colleghi. Quest'ultimi però mi guardavano con sorpresa e, all'inizio, non capivo il perché: a quanto pare a Milano non erano abituati». Chiara è molto soddisfatta della piega che ha preso la sua carriera, anche per merito del pubblico: «Sono felice, perché mi seguono tante donne, fedelissime e alcune di loro sono diventate per me delle amiche», continua. «La condivisione è la parte più importante del lavoro di food blogger e credo che il fatto che io mi sia sempre aperta molto, raccontando anche parte di me, abbia creato questo legame così forte».

5 CONSIGLI PER LA VIGILIA
#VitadaFoodblogger ha una durata prevista di circa quattro mesi: le puntate, infatti, sono 80 e Chiara ha già in mente numerose ricette da presentare. «Sono tutti piatti molto semplici, che tutti possono rifare», tiene a precisare. «Non mancheranno anche menù ad hoc per le feste di Natale e San Valentino». Noi di Letteradonna.it abbiamo quindi pensato di chiedere a Chiara Maci una sorta di vademecum culinario per affrontare in maniera creativa e gustosa la Vigilia di Natale.

I COLORI DELLA VIGILIA
L'atmosfera natalizia, si sa, passa prima di tutto da una sapiente scelta di colori e tonalità. «Tendo a usare molto i colori mat, ma l'importante è che non richiamino il rosso, dato che preferisco riservarlo al giorno di Natale (magari insieme all'oro, al blu e all'argento)».

ADDOBBI IN TAVOLA
Quali oggetti disporre invece sopra la tovaglia, a mo' di decorazioni? «Anche in questo caso cerco di non esagerare e di mantenere una certa sobrietà (in attesa dell'esplosione natalizia), metto qualche segnaposto e l'immancabile centrotavola. Quest'ultimo per me deve essere di frutta, rigorosamente di stagione (magari di kaki e castagne)».

LE PIETANZE CHE NON DEVONO MANCARE
Ogni famiglia ha le sue tradizioni, ma ci sono dei piatti senza i quali il Natale proprio non esiste: «Io sono del sud e quindi, per tradizione, la cena della Vigilia è quella più 'povera' (ma non per questo meno gustosa). Largo quindi al classico pesce: capitone, anguilla, ma anche baccalà e stoccafisso (messi in ammollo qualche giorno prima) che possono essere fritti. Per l'antipasto possiamo puntare sul salmone affumicato, che può essere rivisitato in mille modi».

IL PIATTO CON CUI NON SI SBAGLIA MAI
Se la cena della vigilia è affollata, può essere un problema venire incontro ai gusti di tutti. C'è un piatto, però, con cui sbagliare è praticamente impossibile: «Il risotto è una costante della mia Vigilia, anche perché è un primo piatto che mette d'accordo tutti. Io seguo come esempio Gualtiero Marchesi, che nella sua ricetta del risotto agli scampi metteva quest'ultimi solo alla fine: quindi cucino il riso in bianco e solo all'ultimo aggiungo l'ingrediente che meglio si adatta ai gusti dei miei commensali (pensando in particolare ai vegetariani, che sono sempre di più). Può così capitare di avere in tavola piatti diversi, però è bello far sentire coccolati i propri ospiti».

IL MENU PER I BAMBINI
Il punto precedente non tiene però conto dell'altra grande incognita: i bambini. I quali, si sa, possono essere molto 'difficili', culinariamente parlando. «Io sono fortunata, perché mia figlia Bianca (che ha due anni) mangia un po' tutto. Però, in generale, se si vuole preparare qualcosa di sfizioso che possa piacere anche ai più piccoli si può fare scottare in padella del salmone, aggiungendoci del sesamo o dei semi di papavero (che a livello visivo possono sembrare dei nuggets)». E che tipo di contorno possiamo accostarvi? «Come abbinamento sono perfette le patate o del puré, che cucino a modo mio. Come? Cuocendo le patate direttamente nel latte e frullandole poi con il minipimer: il risultato è un puré gonfio e spumoso, golosissimo per i più piccoli».

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