15 Dicembre Dic 2015 1145 15 dicembre 2015

La signora Boschi sul caso Etruria

Dopo la bufera mediatica, la madre del Ministro per le riforme costituzionali e per i rapporti con il Parlamento in un'intervista al Corriere difende la posizione del marito e della figlia.

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«Io vi dico che avrete delle sorprese. Per fortuna c’è un’inchiesta, ci sono le carte e da quelle carte, vedrete, la verità verrà fuori». A parlare, in un'intervista rilasciata al Corriere, è Stefania Agresti, 58 anni, preside dell'istituto comprensivo Marconi di San Giovanni Valdarno e madre di Maria Elena Boschi. Parole decise, riferite, evidentemente, alla bufera che ha coinvolto il ministro per il caso di Banca Etruria, istituto di credito di cui era vice presidente il padre Pier Luigi e soccorso dal Governo con il decreto salva-banche. 

I FINANZIAMENTI ALLE SOCIETÀ 'AMICHE'
Sull'onestà del marito e della figlia la signora Boschi non ha dubbi e, sul tema dei finanziamenti concessi a società 'amiche', come i milioni elargiti da Etruria per il porto di Imperia, sottolinea che quelli erano fidi già erogati precedentemente e che non hanno, quindi, niente a che vedere con il lavoro del suo sposo, che difende a spada tratta: «A lui, a me, la politica ha insegnato a metterci al servizio della comunità. Ci conoscemmo da ragazzi e siamo andati avanti così, sempre insieme».

I PARENTI CHE LAVORAVANO IN BANCA ETRURIA
In Banca Etruria però lavoravano anche il figlio Emanuele e la sua compagna, Eleonora. Sulla questione, la signora, evidenzia che il primo aveva conquistato il suo posto di lavoro nel 2007 quando Maria Elena non era ancora ministro («L'hanno assunto perché era preparato, mica perché aveva il bollino rosso»), e la seconda lavorava lì già prima di conoscerlo.

IL DESIDERIO DI RISTABILIRE LA VERITÀ
L'Agresti, che si dice dispiaciuta per ciò che è successo al pensionato di Civitavecchia e sofferente per le difficoltà che la questione ha inevitabilmente portato in tutta la sua famiglia, dichiara di desiderare fortemente che sia fatta chiarezza «Non so quanto ci vorrà perché la verità venga ristabilita: un anno, cinque, dieci. Fa niente. Resisteremo. Il Signore ci darà la forza».

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