14 Dicembre Dic 2015 1842 14 dicembre 2015

Salvare una vita a 6 mila chilometri di distanza

In Angola un bimbo cade in un pozzo: la madre chiama un medico italiano per farsi aiutare. Lui, al telefono, le dà le istruzioni per salvarlo. Una storia commovente dall'Africa a Treviso.

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pozzo

La vita di un bimbo salvata grazie a una telefonata. A 6 mila chilometri di distanza. Una storia commovente e a lieto fine arriva dall'Angola, dove una mamma in preda al panico ha chiamato un medico italiano di Crespano (Treviso) perché il figlio era caduto in un pozzo e stava rischiando la vita. Lui, Aurelio Tommasi, direttore sanitario del Suem di Crespano, è stato più volte in missione in Angola dove è conosciuto per la sua professione. «Conosco questa donna, l’avevo conosciuta durante una missione in Africa. Mi ha chiamato al cellulare, parlando inglese: era terrorizzata», ha raccontato il medico, ancora incredulo, alla Tribuna di Treviso, che ha riportato il caso. «Mi ha riferito che il bambino era caduto in un pozzo d’acqua».

I VIDEO PER MOSTRARE LE CONDIZIONI DEL BAMBINO
«Le ho subito chiesto se il respirava, mi ha spiegato che era svenuto e respirava malissimo», ha spiegato Tommasi. Il bimbo, a causa della grande quantità di acqua ingerita nel pozzo, rischiava il soffocamento, come mostra il video che la donna ha mandato sul cellulare del medico. Il medico, incollato al telefono, ha quindi spiegato alla donna come prestare le prime cure al figlio. «Le ho detto di andare in una delle nostre ambulanze e prendere un sondino» continua il medico, «le sarebbe servito a far uscire l’acqua dai polmoni». «Poi ho sentito al telefono un pianto disperato e ho capito che l’acqua era uscita dai polmoni e il bimbo aveva ripreso a respirare». Quindi il lieto fine: «Dopo il pianto disperato ma liberatorio del piccolo ha girato un altro filmato dove si vede che allatta al seno della mamma. Il bimbo ora sta bene».

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