14 Dicembre Dic 2015 1718 14 dicembre 2015

Per essere licenziati basta un post su Facebook

Daniela Ciampa, mamma di Nichelino, ha perso il lavoro per aver lamentato la presenza di insetti nei piatti della mensa scolastica che frequenta suo figlio. Guadagava 370 euro al mese.

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ciampa

«Io una polenta a base di scarafaggi non la mangerei volentieri». Ha scritto queste parole e condiviso su Facebook un post critico che raccontava le lamentele dei genitori per la mensa scolastica dei figli (denunciando la presenza di insetti nei piatti dei bambini), ed è stata licenziata. Senza aver nemmeno nominato la ditta in questione. È successo a Daniela Ciampa, 38 anni di Nichelino, comune della prima cintura di Torino commissariato a inizio mese dopo la sfiducia al primo cittadino. La donna, ex dipendente di Euroristorazioni, la ditta che gestisce la mensa, era stata inizialmente sospesa per cinque giorni per quel post in cui raccontava le lamentele dei genitori che avevano trovato insetti nei cibi dei loro figli.

GUADAGNAVA 370 EURO AL MESE
«Non ho commentato da dipendente, ma da madre. Mio figlio va a scuola a Nichelino e io pago il servizio», ha spiegato. E si è dovuta affidare a un legale. Della vicenda si è interessato il quotidiano La Stampa, con cui il direttore della ditta aveva frenato sull'ipotesi licenziamento. «Per ora è una sospensione retribuita», aveva comunicato. Poi, però, il licenziamento è arrivato, contro il quale la donna sta valutando di ricorrere al tribunale del Lavoro. «Con quell'impiego part-time guadagnavo 370 euro al mese, una piccola cifra ma importante per mantenere un pezzo della mia vita e della mia famiglia», sono le parole della donna. Già il 14 dicembre sono previste due interrogazioni parlamentari sul caso della mamma di Nichelino, ed è atteso un intervento del ministro del Lavoro Giuliano Poletti.

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