11 Dicembre Dic 2015 1715 11 dicembre 2015

Più leggi per le donne

Rossella Brescia, madrina dell'evento La maratona delle cattedrali contro la violenza di genere, in programma il 20 dicembre, chiede maggiori tutele per il sesso femminile.

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«È una donna che piace alle altre donne perché si riconoscono nella sua personalità e nei suoi valori di libertà». Così Rossella Brescia, protagonista di Carmen, balletto in due atti, racconta il personaggio che porta in scena. Un'icona della forza di essere completamente se stessi, fino in fondo, e ammette che Carmen le somiglia «nel coraggio delle idee e nella passione». Rossella ha garantito la sua partecipazione nelle vesti di madrina ne 'La Maratona delle Cattedrali', una corsa in programma il 20 dicembre contro la violenza sulle donne per chiedere leggi che le tutelino maggiormente. Ballerina, conduttrice televisiva e speaker radiofonica presto sul grande schermo nella commedia The Lemon Grove di Dale Hildebrand. Ruolo ottenuto «per merito», puntualizza, una cosa che spesso manca nel mondo dello spettacolo italiano.

DOMANDA: 'La Maratona delle Cattedrali' promuove il progetto 'SOStegno Donna' contro la violenza sulle donne. Pensa che negli ultimi anni il fenomeno sia in diminuzione?
RISPOSTA: Il fatto che si parli di più è un passo avanti, però sono ancora tantissime le cose da fare. Ci aspettiamo di più a livello legislativo. Nuove leggi che tutelino in modo più efficace la donna, perché non basta solo denunciare, ci deve essere qualcuno che ti protegga.
D: Il balletto Carmen, tratta anche il tema dell’immigrazione, che ne pensa dell'esodo cui stiamo assistendo in questo periodo?
R: Si possono dire tante cose, anche molto populistiche, però chi può fare di più, deve farlo. Mi ci metto anche io, se uno mi dicesse concretamente cosa posso fare, lo fare volentieri.
D: In cosa le assomiglia di più Carmen?
R: Nella sua voglia di libertà. Nel coraggio delle idee e nella passione che la contraddistinguono. Carmen ha la forza di vivere la vita come l’ha sempre voluta vivere, anche al rischio di perderla. È diventata importante per tutte le donne che si riconoscono nella sua personalità e nei suoi valori. Ho capito che nella vita bisogna anche commettere errori per riuscire a capire e a venirne fuori. Essere liberi da chiunque e da qualunque cosa non ha prezzo.
D: Conduce in radio un programma comico, non ha mai pensato di sfruttare questa verve con un ruolo al cinema?
R: Mi piacerebbe, mi divertirei sicuramente come una pazza. Nel mondo dello spettacolo ci sono pregiudizi perché non si pensa mai che una ballerina possa interpretare un ruolo del genere. Ho appena girato un film tra il Canada e la Sicilia, The Lemon Grove di Dale Hildebrand, dove recitavo in inglese e la produzione non mi conosceva. Ho superato più di un provino e mi hanno presa. Ed è il caso di dire per meritocrazia perché si sono basati solo su quello che hanno visto.
D: Ultimamente ha rifiutato diverse proposte lavorative.
R: Erano proposte per progetti che non mi interessavano per niente. Bisogna sempre essere convinti nelle cose che si fanno. Ormai non si può più mentire perché la gente lo sa, lo capisce. Ho detto diversi no perché non ci credevo.
D: Per un giovane che vuole diventare un ballerino, meglio un reality show o una scuola?
R: I talent sono importanti perché possono essere una vetrina, un punto di inizio. Penso che per un professionista la scuola sia importante, soprattutto per chi fa danza. Non ci si può assolutamente improvvisare, ma si deve avere una base e una grande tecnica per affrontare il mondo dello spettacolo.

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