11 Dicembre Dic 2015 1745 11 dicembre 2015

Non nutrivano la figlia, rinviati a giudizio

La bambina, di appena 9 mesi, era morta a causa di una grave forma di denutrizione. Dall'autopsia è emersa anche una deformazione cranica e una piaga da decubito lungo la schiena a causa del poco movimento.

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Era morta in casa a Milano nella notte tra il 26 e il 27 febbraio 2015 per arresto cardiocircolatorio provocato da una grave disidratazione e iponutrizione cronica e acuta. Anche per questo il pm Cristian Barilli ha chiesto il rinvio a giudizio per i genitori della piccola Aurora, deceduta ad appena 9 mesi. I due sono accusati di maltrattamenti in famiglia aggravati. È quanto emerge dalle indagini che hanno rivelato come la bimba riceveva un nutrimento insufficiente alla sua sopravvivenza. Sulla richiesta di processo è atteso il giudizio del gup.

IL PROCESSO
Dopo aver chiuso le indagini il 26 ottobre 2015, il pm aveva chiesto l’archiviazione per un medico del pronto soccorso dell’ospedale San Carlo di Milano, inizialmente indagato per omesso referto, ma non per i genitori di Aurora. La bimba viveva in condizioni igieniche precarie in un appartamento alla periferia di Milano. Durante i primi sopralluoghi nell'abitrazione erano stati trovati molti scarafaggi, anche nel frigorifero della cucina e in alcuni cassetti dove venivano custoditi alimenti e stoviglie. La piccola, inoltre, veniva nutrita solo con un miscuglio a base di camomilla, acqua e latte vaccino. Ancor più grave, secondo l'accusa, Aurora veniva spesso lasciata nella culla senza mai cambiare posizione. Dall’autopsia è emersa, così, una deformazione del cranio oltre a una piaga da decubito lungo la schiena. Una scena drammatica e raccapricciante. Tanto che alcuni agenti della Squadra mobile di Milano, che hanno eseguito le indagini nell'appartamento, sono stati affiancati in alcune fasi delle indagini da uno psicologo inviato dal ministero per tutelare la loro psiche.

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