11 Dicembre Dic 2015 1430 11 dicembre 2015

Caso Boschi, un problema politico

J'accuse dello scrittore Roberto Saviano nei confronti del ministro per le Riforme costituzionali. Il padre di Maria Elena è stato ai vertici di uno degli istituti beneficiari del decreto salva-banche.

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«Il ministro Maria Elena Boschi dissimula il conflitto di interessi, legato al decreto salvabanche, con la sua formale assenza al Consiglio dei ministri che ha varato il provvedimento. E se non ci fosse stata la tragedia del pensionato suicida, tutto sarebbe rimasto legato alla sfera economica e non si sarebbe mai parlato di opportunità politica». Così lo scrittore Roberto Saviano sul suo profilo Facebook, rilancia un articolo apparso sul quotidiano Il Post in cui afferma che «il conflitto di interessi del Ministro Boschi è un problema politico enorme».

IL MINISTRO DIFENDE IL PADRE
La polemica nasce dal fatto che Pier Luigi Boschi, padre di Maria Elena, è stato per otto mesi vicepresidente di Banca Etruria, uno dei quattro istituti finanziari in liquidazione coatta amministrativa dal 22 novembre salvati dal governo. Nel giorno del suicidio del pensionato, il ministro Boschi, alla presentazione dell'ultimo libro di Bruno Vespa, aveva dichiarato: «Mio padre è una persona perbene, se sento un senso di colpa è verso di lui».

SILENZIO SU VICENDE FONDAMENTALI
«Viviamo uno strano momento», spiega Saviano, «Siamo come anestetizzati. Solo pochi anni fa se una cosa del genere fosse accaduta a un esponente del sottobosco berlusconiano, si sarebbero chieste a gran voce le sue dimissioni, dopo una vibrante crociata mediatica. Non auspico gli eccessi di giustizialismo che ci hanno reso per certi versi un Paese ingiusto, in cui i processi li fanno i media prima dei tribunali. Ma è lecito chiedere di più a un governo che si professa nuovo. Ancor meno tempo fa, la campionessa Josefa Idem, per una vicenda nemmeno lontanamente paragonabile a questa, si è dimessa, per non creare danno al governo di cui faceva parte. Cosa è cambiato? Come siamo cambiati? Perché questo colpevole silenzio su vicende fondamentali?».

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