10 Dicembre Dic 2015 1637 10 dicembre 2015

Voglio essere Ada

A duecento anni dalla nascita dell'informatica Lovelace, figlia di Lord Byron, ecco le cinque donne che hanno raccolto la sua eredità e che stanno cambiando il mondo dei sistemi informativi.

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Aveva sviluppato il primo software e previsto che le macchine computazionali avrebbero potuto elaborare qualsiasi tipo di informazione. Il 10 dicembre è una ricorrenza importante nel mondo dell'informatica: quel giorno, nel 1815, dunque esattamente duecento anni fa, nasceva Ada Lovelace, stretta collaboratrice del proto-informatico Charles Babbage, considerata oggi la prima programmatrice della storia.

CRESCIUTA DALLA MADRE
Ada era figlia d'arte e aveva un padre famoso. Nata a Londra il 10 dicembre del 1815, Augusta Ada Byron, questo il suo vero nome, era infatti l'unica figlia legittima del poeta Lord Byron e della matematica Anne Isabella Milbanke. Ma i due si separarono poco dopo la sua nascita e fu così cresciuta dalla madre, che fin da piccola la avvicinò ai numeri e alla matematica, tenendola lontana dagli studi umanistici che associava al pessimo carattere di Byron e alla fine del suo matrimonio.

L'INCONTRO CON BABBAGE
Ada Lovelace ebbe un'infanzia difficile, tormentata da diverse malattie, ma si dedicò con passione alla matematica, seguita da tutor d'eccezione come Augustus De Morgan e Mary Sommerville. La sua vita cambiò nel 1833, quando a una festa nei salotti londinesi conobbe Charles Babbage, matematico che in quell'occasione stava presentando agli ospiti la macchina differenziale, uno strumento sviluppato per tabulare funzioni polinomiali. Babbage fu colpito dall'intelligenza di Ada e i due iniziarono a collaborare. Poco dopo, nel 1835, la matematica sposò William King, conte di Lovelace.

LA MACCHINA ANALITICA
Nel 1837 Babbage presentò un nuovo progetto, quello di una macchina analitica capace di svolgere qualsiasi operazione. Dopo una presentazione a Torino nel 1842, l'ingegnere Luigi Menabrea scrisse un articolo sul suo funzionamento, che Babbage chiese a Lovelace di tradurre. Ma la matematica fece di più: aggiunse una serie di commenti sulle reali potenzialità della macchina, che secondo lei avrebbe potuto elaborare anche informazioni non numeriche, come parole, immagini e musica, prefigurando il concetto di intelligenza artificiale.

LA FAMOSA NOTA G
La traduzione e gli appunti di Ada Lovelace furono pubblicati su Scientific Memoirs nel 1843. Nella nota G descrisse un algoritmo che avrebbe consentito alla macchina analitica di calcolare i numeri di Bernoulli: questo algoritmo è oggi considerato il primo esempio di software della storia. L'Incantatrice dei Numeri, come la chiamava Babbage, aveva gettato le basi della moderna informatica.

LA SUA EREDITÀ
Questo programma fu l'intuizione più innovativa di Ada Lovelace, che purtroppo ebbe una carriera molto breve. Proprio come la sua vita: morì infatti ad appena 36 anni il 27 novembre 1852, per un cancro uterino. Se ne andava così un unicum in un panorama scientifico all'epoca prettamente maschile, una mente visionaria la cui eredità è stata riconosciuta soprattutto negli ultimi decenni. Il linguaggio di programmazione Ada, sviluppato nel 1980 dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, è chiamato così in suo onore. Dal 1998 la medaglia Lovelace è un premio assegnato dalla British Computer Society alle persone che hanno portato progressi ai sistemi informativi. Inoltre è stato istituito l’Ada Lovelace Day, in cui sono celebrati i conseguimenti delle donne in ambito scientifico.

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