3 Dicembre Dic 2015 1630 03 dicembre 2015

«Maria Maddalena è parte di me»

Dai primi passi (di danza) a Catania a Jesus Christ Superstar al fianco del mitico Ted Neely, Simona Distefano racconta la sua carriera.

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Da poco più di un anno è il volto e la voce di Maria Maddalena nella versione italiana in lingua originale di Jesus Christ Superstar nell’allestimento della PeepArrow Entertainment. Simona Distefano, 26 anni, siciliana di nascita ma bolognese d'adozione, ha mosso i primi passi di danza a Catania per poi perfezionarsi alla Bernstein School of Musical Theatre di Bologna, la prima scuola di musical d'Italia, dove ha studiato anche recitazione e canto. Passione, quella per il canto, che fino ad allora aveva tenuta nascosta perché molto timida. Dopo l'accademia il primo ingaggio nei panni di strega di Biancaneve in una piccola produzione toscana, poi La Febbre del Sabato Sera e The Best of Musical, per la regia di Chiara Noschese. È stata Lucy nel musical Snoopy, ma la svolta è arrivata grazie con le coproduzioni tra la Bernstein e il Teatro Lirico di Bologna, come Les Misérables, nel ruolo di Fantine, e Ragtime, nei panni della Madre. Infine il provino, superato, per la parte di Maria Maddalena. Ruolo che sente tanto vicino che ormai, come ha spiegato a LetteraDonna, è per lei «un'amica, una compagna di viaggio e parte di se stessa».

Simona Distefano e Ted Neely in scena.

DOMANDA: Cosa si prova a lavorare con Ted Neeley, il Gesù della trasposizione cinematografica del 1973?
RISPOSTA:  È un artista incredibile. Mi basta guardarlo negli occhi e osservare i suoi gesti per entrare in sintonia con lui. Rispetto alle prime repliche, poi, c'è sempre più complicità. Ed è una cosa molto bella.
D: Dopo quello della Maddalena che ruolo che vorrebbe interpretare in futuro?
R: Da ballerina mi piacerebbe poter coniugare danza, canto e recitazione. Magari vestendo i panni di Aurora ne Il bacio della Donna Ragno. Oppure interpretando Eva Peròn in Evita. Un personaggio che sta in scena per quasi tre ore: sarebbe una sfida molto stimolante. Ma per adesso sono al 100% Maria Maddalena.
D: Riuscire a lavorare all'estero è tra i suoi obiettivi?
R: Non nascondo che ho pensato spesso di partire ma, alla fine, ho scelto di giocarmi tutte le carte in Italia. Mi piace l'opportunità di esibirmi nel mio Paese e, magari di riuscire a cambiare le cose. Ancora non c'è paragone con Londra e Parigi, per non parlare di Broadway, ma in Italia c'è un certo fermento che prima non si avvertiva.
D: Anche in Italia, comunque, è sempre lontana da casa. Com'è la vita di chi sceglie questo lavoro?
R: Adesso abiterei, almeno in teoria, a Roma. E ho appena fatto un trasloco. In realtà siamo sempre in viaggio, ma è una cosa che non mi pesa, anzi, credo che non mi annoierà mai. Conosco di continuo nuove persone e città, sono sempre attiva. E quando dovrei riposare non lo faccio, perché approfitto di ogni momento libero per studiare. Al massimo mi rilasso facendo yoga.
D: In attesa di scoprire cosa le riserverà il futuro, perché il pubblico dovrebbe venire a vedere Jesus Christ Superstar?
R: Sicuramente per la musica. La partitura è spettacolare: con questo spettacolo gli autori Andrew Lloyd Webber e Tim Rice hanno dato il meglio di se stessi. Lascia ogni volta a bocca aperta... così come gli interpreti! Non parlo di me ma dei miei colleghi. Credo di essere davvero fortunata.

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