30 Novembre Nov 2015 1307 30 novembre 2015

Una femminista difende gli uomini

La regista Cassie Jaye racconta The Red Pill, il suo film sul movimento per tutelare i maschi in America. E le polemiche che ha scatenato.

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Per la prima volta è una accesa femminista ad affrontare la questione sui diritti degli uomini attraverso un film dedicato interamente al Men's Rights Activists, il movimento degli attivisti per i diritti degli uomini in America. The Red Pill è il documentario che la pluripremiata regista Cassie Jaye, ha girato per dar voce a quell’universo maschile, poco raccontato, segnato anch’esso da mancanze, violenze e diritti negati. Il film, la cui uscita è in programma nel 2016, è il racconto di un viaggio lungo un anno nel criticato mondo degli attivisti per i diritti degli uomini e offre un confronto su questioni per cui il movimento si batte da anni: diritti riproduttivi, diritti genitoriali, violenza sugli uomini. Questo documentario induce a riflettere sull’annosa querelle riguardo la parità tra i generi in fatto di diritti, ancora stigmatizzata da pregiudizi culturali e visioni sessiste.

I MOVIMENTI PER LA DIFESA DEI DIRITTI DEGLI UOMINI
Il dibattito sulla parità dei diritti è cominciato con la legge sul divorzio, stimolando la nascita di movimenti maschili di protesta. Il fenomeno, poco sviluppato in Italia, ha avuto origine negli Stai Uniti, dove già a partire dagli Anni ‘70 si sono sviluppati movimenti per la difesa dei diritti degli uomini. Tra questi, il Men's Rights Movement Activists, si può considerare il primo per i diritti degli uomini guidato da filo-femministi che, riconoscendo il loro potere e i loro privilegi in quanto maschi, hanno sempre criticato il modello dominante di virilità. Basti pensare che a fondare il movimento è stato un docente filo-femminista, Warren Farrell, protagonista di The Red Pill. Farrel è stato l'unico uomo eletto al comitato esecutivo della National Organization for Women (dal 1970 al 1973) ma ha cominciato a distaccarsi ideologicamente dal femminismo quando la National Organization for Women si è definita contraria all'affidamento congiunto in caso di divorzio. Da quel momento, l’attivista americano si è interessato allo studio della condizione maschile nella società. Nel suo primo romanzo The Myth of Male Power, Farrel denunciava il potere assoluto della donna nella società e la subordinazione dell’uomo segnato da una convinzione illusoria di potere. In particolare, attaccava la mentalità patriarcale perché per lui, anche se apparentemente avvantaggiava l’uomo, in realtà, era fonte di discriminazione maschile su questioni come l’esercizio dei diritti parentali, la violenza domestica, e il servizio di leva.

IL FILM COMPLETATO CON IL CROWDFUNDING
Il film ha suscitato subito polemiche e la stessa regista è stata accusata di tradire il genere femminile e i principi stessi del femminismo. Per questo, in mancanza di fondi per ultimare il lavoro, la Jaye Bird Productions ha avviato una campagna di crowdfunding, ovvero di finanziamento collettivo, sulla piattaforma Kirkstarter che si è conclusa l’11 novembre, raccogliendo, in un mese, 211,260 dollari per un totale di 2.732 sostenitori.
«Ho scelto di fare questo film sul movimento per i diritti degli uomini perché mi sono imbattuta in tutta la loro comunità online da marzo 2013 e sono rimasta affascinata così come terrificata da quello che mi hanno detto e confidato», ha raccontato a LetteraDonna la regista Cassie Jaye, che all’attivo conta 15 premi di richiamo internazionale tra cui quello per il miglior documentario all’Indipendent Film Festival di Cannes.

Domanda: Secondo gli attivisti quali sono i diritti degli uomini violati?
Risposta: Per loro ci sono ancora leggi che calpestano i diritti umani. Tra questa la legge 'Selective Service' negli Stati Uniti, dove ogni uomo dai 18 ai 25 anni deve firmare obbligatoriamente per le liste del Selective Service (l'agenzia che raccoglie informazioni su chi, in linea teorica, potrebbe essere chiamato alle armi  nel caso in cui si entri in guerra e non ci siano abbastanza soldati volontari). Il rifiuto può constare anche una pena di 5 anni in una prigione federale mentre le donne sono esenti dalla registrazione. Alcuni sostenitori dei diritti per gli uomini, anche se non tutti,  vedono anche la circoncisione neonatale dei ragazzi come una violazione dei diritti umani in quanto il bambino non è in grado di dare il proprio consenso.
D: Si parla molto di violenza sulle donne. Non si parla quasi mai di quella psicologica sugli uomini. Perché?
R: C’è assolutamente violenza psicologica, così come quella fisica. L'opinione popolare in molte culture in tutto il mondo è che i maschi siano per natura fisicamente più forti e possano difendersi, quindi gli uomini sono considerati come aggressori primari e le donne sono viste sempre come vittime. Eppure, sembra che ci dimentichiamo che le donne possono usare armi e oggetti contundenti. E che possono e fanno abusi su ragazzi giovani.
D: Nelle interviste che hai fatto per il film, ci sono casi di violenza psicologica sugli uomini da parte delle donne?
R: Molti hanno parlato di casi di violenza da parte di una donna, fosse essa una madre, una fidanzata, una coniuge o di un insegnante di sesso femminile. Questi abusi andavano dalla violenza psicologica all’abuso sessuale. Gli uomini non sempre lo ammettono perché vogliono sembrare forti e coraggiosi, e la società non sempre riconosce quando le donne lo fanno. Basta guardare a casi giudiziari in cui una donna ha ucciso il marito per 'autodifesa'. Quanto reggerebbe questa tesi nel caso inverso, ovvero se un marito uccide la moglie?
D: Come giudica la situazione degli uomini sul piano dei diritti in America?
R: Quando si tratta di uomini, molte questioni sono il risultato di pregiudizi culturali: le decisioni sull’affidamento dei figli in tribunale. Tuttavia, ci sono vere e proprie leggi discriminatorie contro gli uomini come quella contro la violenza sulle donne ('Violence Against Women Act') che, sebbene comprenda un testo sulla neutralità dei generi, viene spesso utilizzata solo per proteggere ed erogare servizi alle donne invece che a uomini, vittime di violenza domestica.
D: Qualche attivista si è posto il problema su che fare quando le mogli vogliono abortire e i loro mariti non sono d’accordo.
R: Difficile da rispondere. Quando si parla di diritti riproduttivi, uomini e donne sono biologicamente diversi e non possono essere trattati esattamente allo stesso modo. Le donne portano in grembo il bambino e gli uomini no. Entrambe le parti hanno la possibilità di scegliere i contraccettivi, ma dopo il concepimento, le donne hanno la possibilità di tenere il bambino, mettere il bambino in adozione o di avere un aborto, almeno negli Stati Uniti; tuttavia, gli uomini non hanno una scelta legale in materia, ma devono pagare il mantenimento dei figli, se la donna decide di tenere il bambino. Io non ho una risposta facile per gli uomini che sono in disaccordo con la scelta della donna, ma esploro le varie possibilità nel film.
D: Molte femministe hanno smesso di finanziare il progetto, rifiutando anche le interviste, quando hanno scoperto che la sua intenzione era di realizzare una pellicola in cui veniva dato spazio ad entrambi i generi e al movimento per i diritti degli uomini.
R: La reazione più comune è stata: «perché stai dando agli attivisti una piattaforma per parlare?» Mi è stato anche fatto notare che avevo conservatori tra i sostenitori della mia campagna di crowdfunding su Kickstarter, dicendomi che avrei dovuto mettere in discussione il mio lavoro, insinuando che ero dalla parte sbagliata della storia. Tuttavia ci sono femministe e molti liberali che sostengono questo film perché vogliono vedere un dialogo onesto e imparziale su questi problemi.
D: Dopo questo studio, è cambiata la sua visione complessiva sulla questione tra i due generi?
R: Fare questo film ha assolutamente ampliato i miei orizzonti perché non ho mai guardato ai problemi degli uomini così in profondità prima. La mia visione sul mondo è cambiata in meglio e in maniera complessa, e spero che questo film saprà aiutare gli altri ad avere una maggiore comprensione di tutti i punti di vista.

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